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Fedeli svengono in chiesa: niente messa a Firenze dopo il video de Le Iene | VIDEO

Dopo il servizio pubblicato su Iene.it, in cui si vedono fedeli cadere a terra sotto le mani del sacerdote, Don Gianfranco Rolfi non ha celebrato il solito rosario del mercoledì sera. Ma assicura che è solo una pausa e non interromperà il rito per degli “idioti giornalisti”

Questa settimana niente rosario del mercoledì sera a Firenze, nella chiesa di San Felice in Piazza. Vi abbiamo raccontato di questa messa particolare con un servizio pubblicato sul nostro sito, in cui si vedono i fedeli cadere a terra dopo aver ricevuto l’imposizione dello Spirito Santo da parte del sacerdote. 

Il parroco poggia le mani sulla testa dei fedeli. Tempo pochi minuti e, sotto le mani del sacerdote, le loro ginocchia cedono e si lasciano completamente andare all’indietro, dove due persone sono pronte a prenderli per evitare che cadano a terra. I fedeli così abbandonati, sorretti dagli aiutanti del prete, vengono portati in braccio fino a essere adagiati per terra, dove c’è spazio. Presto la chiesa è piena di persone sdraiate con gli occhi chiusi, in posizione rigida.

“Vanno in estasi”, ci ha spiegato l’aiutante del prete. “C’è chi resta così cinque minuti, chi un’ora, un’ora e mezza”. Si chiama “riposo nello Spirito”: il prete imponendo le mani sulla testa invoca lo Spirito Santo e la reazione dei fedeli, e a quanto ci dice l’aiutante è “una pace immensa”. Ma spiega allo stesso tempo che le persone che si lasciano andare così col corpo, nella mente “restano coscienti”: “È come se qualcuno ti bloccasse lì, devi stare a riposo. Ma sentono tutto quello che è intorno”. E c'è chi per spiegarci la sensazione mentre cade ricorre pure alla tecnologia: "è come se tu aprissi le porte a Gesù, come se ti entrasse tipo contatto wi-fi proprio diretto”.

Ma per lo scorso mercoledì niente invocazione dello Spirito Santo. Don Gianfranco Rolfi, riporta il Corriere Fiorentino, ha deciso di non aprire le porte della chiesa stavolta, dopo le immagini del nostro servizio. “Non c’è niente di strano: è una cosa antichissima, è nel nuovo testamento”, ha detto.

A noi, un fedele ha descritto così la sensazione mentre cade: “Lo Spirito Santo ti rilassa talmente tanto, è come se Dio ti toccasse. Questa è la sensazione e quindi vai giù. È una cosa che ti viene naturale, anche se non vuoi. Per me è come droga: quando ho lo Spirito Santo addosso faccio delle cose che non farei. Ho avuto una distorsione alla caviglia che non camminavo, ma sono guarito più con la fede che con le medicine. Facevo salti alti così anche col dolore con lo Spirito Santo addosso". 

Il sacerdote, nel commentare il nostro servizio, si è scagliato contro i giornalisti: “Preferirei stare in galera accanto ai peggiori assassini che avere ancora a che fare con i giornalisti”. Un giudizio non proprio mite. Ma quella di questa settimana, assicura sempre al Corriere Fiorentino, è solo una pausa: “Figurarsi se interrompo un’attività pastorale per degli idioti giornalisti!”. 

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