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L'esoscheletro per i disabili a Foggia e il sogno di Alice

Parliamo del robot indossabile grazie al quale chi è affetto da patologie come l’atassia può tornare a camminare. Un sogno diventato realtà per Alice, la ragazzina che abbiamo conosciuto nei servizi di Matteo Viviani

Anche a Foggia i disabili possono usufruire dell'esoscheletro, che realizza il sogno di tornare a camminare diventerà realtà. Grazie all’Ekso, un robot indossabile, ci potranno essere tante altre persone come Alice, la sedicenne che abbiamo conosciuto nei servizi di Matteo Viviani. La sua storia ha emozionato tantissimi di voi fino al dono più atteso, quello dell’esoscheletro, grazie alla donazione di una telespettatrice che ha preferito rimanere anonima.

L’Ekso viene usato per patologie come paraplegie, tetraplagie, sclerosi multipla e atassia. S’indossa come una tuta sopra gli indumenti ed è un concentrato di scienza, tecnologia e cervelli. “La struttura di acciaio e carbonio è messa in moto da quattro motori elettromeccanici alimentati da due batterie che gli danno un’autonomia di circa 4 ore”, spiega Claudio Ceresi, responsabile Riabilitazione Italia per Emac. “E’ in grado di reimpostare i movimenti degli arti inferiori che per lesioni tipo ictus o midollari possono essere stati alterati”. L’esoscheletro è dotato di 16 sensori che riconoscono le intenzioni della persona che lo indossa. È un sogno per tutte quelle persone che vogliono tornare a camminare. Ma come ogni sogno ha un costo, che può arrivare fino a 190mila euro.

L'ospedale universitario di Foggia ha ora il suo esoscheletro. Sono già 16 le strutture italiane che si sono dotate di questa tecnologia. 

Proprio grazie a una donazione, Alice è riuscita a stare in piedi per la prima volta a 16 anni, dando un nome a quell’esoscheletro così speciale: "Felicità". Quel momento ha emozionato tantissimi di voi, come potete vedere nel primo servizio di Matteo Viviani. “È strano però, è bello, mi sento un gigante, camminare è stupendo”, dice Alice dopo averlo provato la prima volta. Purtroppo il costo era inaccessibile per la sua famiglia. Così i social sono stati invasi da commenti che proponevano di organizzare una raccolta fondi per aiutarla. E proprio quando stavamo iniziando a organizzarla è successa una cosa incredibile.

“Ho appena ricevuto una chiamata da una signora che mi ha detto: ‘ragazzi ho visto il pezzo di Alice, ho intenzione di regalarle un esoscheletro’”, racconta Matteo Viviani incredulo. “Io le ho detto che è un giocattolino da 150mila euro e lei molto semplicemente ha risposto che i soldi non sono un problema”. E pochi giorni dopo quelle parole dette al telefono sono diventate realtà.

Una volta ritirato il nuovo migliore amico di Alice, ci mettiamo in macchina per portarlo alla ragazza, che non sa niente di questa sorpresa. Quando ci apre le comunichiamo che le abbiamo portato tutte le lettere cartacee che ci sono arrivate in redazione dopo il primo servizio. Quando Alice apre l’enorme scatola, dove pensa ci siano le lettere per lei, la sua reazione mette i brividi. Dice incredula: “Cosa ho io che altri non hanno?!”.

Matteo Viviani ha letto ad Alice il messaggio da parte della donatrice anonima che le ha regalato l’esoscheletro: “Cara Alice, ero molto tentata di venire a conoscerti. Ma per tanti motivi, primo fra tutti la mia timidezza, ho deciso che era meglio restare anonima. Una domenica per caso ero a letto con le mie figlie che hanno più o meno la tua età e abbiamo visto il bellissimo servizio di Matteo. Bellissimo soprattutto perché sei una ragazza super intelligente e di una sincerità disarmante. Ti meriti che la vita ti possa sorprendere oggi e mille altre volte ancora. Non ti stupire. Il mondo è pieno di persone che dedicano il loro tempo e le loro energie per gli altri, credimi. Il regalo lo hai fatto tu a noi”.  

Guarda qui sotto il primo servizio completo di Matteo Viviani sull’esoscheletro di Alice.

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