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Kanun: se ti uccido siamo pari (se non trattiamo)

Il Kanun è un antico codice di comportamento di alcune zone dell’Albania che prevede la vendetta di sangue. In pratica: se tu ammazzi un membro della mia famiglia maschio io uccido uno della tua. Luigi Pelazza prova a mettere pace tra la famiglia Sicignano e la famiglia albanese di un ragazzo ucciso durante una tentata rapina da Francesco Sicignano

Francesco Sicignano ha ucciso un ragazzo che si era introdotto in casa sua per rubare. Per la giustizia italiana si tratta di legittima difesa e decreta l’assoluzione di Francesco, ma la famiglia del ragazzo ucciso non la pensa così. Rispetta la legge del Kanun secondo cui la famiglia della vittima può esigere la sua vendetta di sangue. I Sicignano sono minacciato: uno di loro dovrebbe morire per riparare il torto subito.

Di questo ci ha parlato Luigi Pelazza nel suo servizio andato in onda questo 27 gennaio. Nel nuovo servizio che trovate qui sopra la Iena ha provato a mediare tra le due famiglie. Nel Kanun esiste infatti la possibilità di scendere a patti tra le due famiglie. Se Francesco riuscirà a dimostrare al padre del ragazzo, che il giovane si era introdotto in casa per rubare e che gli ha sparato solo per difendersi, la vendetta non sarebbe più necessaria.

L’intermediario ci spiega che nel Kanun esiste la possibilità di perdonare, ma purtroppo nel nostro caso la risposta a Francesco Sicignano suona come un vero e proprio ricatto. “O vieni in Albania e mi convinci che la colpa è di mio figlio, o ci mettiamo d’accordo su un risarcimento economico. Altrimenti mi ritengo offeso due volte ed esigerò due vendette di sangue”. È con queste parole infatti che il padre albanese rilancia al tentativo di mediazione.

Voi di fronte a questa richiesta, cosa fareste? 

Torniamo sul caso furbetti della raccolta dei rifiuti di Roma sollevato dall’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti. Lo facciamo perché la sindaca Virginia Raggi continua a dare versioni diverse, sia sull’utilità della nostra segnalazione sia sulla commissione di controllo di Ama che avrebbe dovuto vigilare sugli operatori della raccolta. E crediamo che adesso la capitale meriti risposte definitive

L'ultima puntata

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