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Stritolato dallo stato, sloggiato Franco: “Ora non perdono più niente a nessuno” | VIDEO

Ieri è stato eseguito lo sloggio forzato di Franco Arnaboldi dalla casa dove aveva vissuto per una vita. L’agricoltore, nonostante abbia dalla sua parte una sentenza della Corte europea che ha stabilito per lui un risarcimento di circa 900 mila euro per un esproprio che, stando alle carte processuali, sembrerebbe davvero ingiusto, è stato costretto a lasciare la casa vinta all’asta dai nuovi proprietari.

Ieri, mercoledì 3 luglio, Franco Arnaboldi, l’agricoltore di Cecina (Toscana), di cui vi abbiamo raccontato nel servizio di Alessandro De Giuseppe che potete vedere qui sotto, è stato costretto a lasciare la casa dove ha vissuto per tantissimi anni. Dopo lo sgombero dell’immobile, Franco ha commentato: “Oggi è stata una giornata lunga, sembrava ci fosse qualche speranza e invece chi doveva decidere si è rivelato disumano”.

Franco produceva vino e olio di ottima qualità nella sua azienda agricola comprata nel 1973. Un giorno però, il 27 aprile 1981, succede l’imprevedibile: lo Stato decide di costruire una superstrada proprio sui suoi terreni. Il progetto di una strada esisteva già prima che Franco acquistasse quel terreno, ma il tracciato era notevolmente diverso, e non andava in nessun modo a intaccare la sua attività. 

L’agricoltore presenta ricorso al Tar della Toscana e lo vince. Ma la beffa è dietro l’angolo: quel piano regolatore viene cambiato dal Comune di Cecina, su ordine della Regione Toscana. L’interminabile battaglia legale continua: manca il documento di esproprio dei suoi terreni e dunque l’azione dell’Anas, che intanto ha messo i picchetti sul suo terreno per definire il tracciato della superstrada, non sarebbe regolare. Franco vince ancora la causa, ma i soldi non arrivano e intanto la sua bella azienda agricola va a rotoli. L'agricoltore non ce la fa a pagare l’ennesima perizia: la sua casa viene pignorata e venduta all’asta per poco più del 20% del suo reale valore. 

E i risarcimenti? Non arrivano. Infatti, l’azienda che ha costruito la superstrada su delega dell’Anas nel frattempo è in amministrazione controllata per problemi di natura finanziaria. Recentemente anche la Corte europea dei diritti dell’uomo si è espressa a favore di Franco, stabilendo per lui un risarcimento di circa 900 mila euro che il governo italiano dovrebbe liquidargli entro 3 mesi.

Ieri, all’ennesimo tentativo di sloggio forzato, il delegato alla vendita ha deciso di far uscire Franco da casa. L’agricoltore chiedeva solo di poter avere qualche giorno in più per poter spostare i suoi effetti personali nel magazzino della sua azienda, che si trova proprio di fianco alla casa. Franco voleva inoltre stabilire gli esatti confini di proprietà della casa, circondata da un terreno ancora di sua proprietà. Il perimetro della casa, invece, è ormai dei nuovi proprietari, dopo l’asta che è nata da quello che appare un ingiusto esproprio subito da Franco.

Nonostante fossero favorevoli a Franco sia le forze dell’ordine, sia il sindaco di Cecina, Samuele Lippi, e nonostante gli avvocati cercassero un accordo, il delegato alla vendita ha ritenuto di non poter rinviare lo sloggio dell’immobile. La delusione di Franco è tutta racchiusa nelle sue parole: “Immagino che la dignità di un uomo debba essere salvaguardata, ma il delegato era inamovibile”.

Franco oggi e per i prossimi due giorni starà in una struttura assegnata dal comune. Poi verrà costruita di fianco al suo capannone un’unità prefabbricata da dove potrà gestire la sua attività lavorativa. Potrà spostare i suoi effetti personali entro 30 giorni e stabilire i confini tra quella che rimane la sua proprietà e quella in cui dovranno entrare i proprietari di casa. Ma la battaglia di Franco, che non ha ancora visto un euro dei risarcimenti dovuti, non finisce qui. E conclude: “Ora non perdono più niente a nessuno”. 

Guarda qui sotto il servizio di Alessandro De Giuseppe.

dopo il nostro servizio

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