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Mafiosi, spaccaossa, e prendevano anche il reddito di cittadinanza | VIDEO

Ismaele La Vardera aveva raccontato l’incredibile truffa messa in piedi da un gruppo criminale siciliano, che trovava persone disposte a farsi fratturare le ossa per poi incassare i rimborsi delle assicurazioni. La Polizia ha fermato uomini legati ai clan mafiosi del quartiere palermitano di Brancaccio, 5 dei quali percepivano anche il reddito di cittadinanza

Li chiamavano “gli spaccaossa”: truffavano le assicurazioni convincendo complici senza scrupoli a farsi fratturare arti e ossa, per incassare premi assicurativi per incidenti inesistenti.

Ve ne avevamo parlato con il nostro Ismaele La Vardera (che potete rivedere qui sopra). Con lui avevamo raccolto il racconto di Elena, una giovane vittima-complice che per simulare un incidente e avere poche centinaia di euro si era fatta rompere un braccio e un piede. “Con un masso o peso della palestra di 50 chili ti rompono un braccio o un gamba”, aveva spiegato la giovane a Ismaele La Vardera.

Dopo i 42 arresti dell’aprile scorso, in una indagine che aveva coinvolto oltre 250 persone, adesso è scattato un nuovo blitz contro il mandamento mafioso di Brancaccio, a Palermo.

Le nuove indagini hanno accertato che questi uomini dei clan incassavano la gran parte dei soldi liquidati dalle assicurazioni, mentre a chi accettava di farsi spaccare le ossa andavano solo poche centinaia di euro: uno scenario molto simile a quello che vi avevamo raccontato.

Ma non solo. È stato accertato che cinque membri di questa banda avrebbero pure percepito il reddito di cittadinanza, per un totale di oltre 4mila euro al mese frodati.

Di furbetti del reddito di cittadinanza vi avevamo parlato in questo articolo, che raccontava di un siracusano che percepiva la misura di sostegno mentre in realtà faceva lo spacciatore di droga, con tanto di Porsche personale.

Sempre Ismaele La Vardera ha poi smascherato altri due furbetti palermitani, nel servizio che potete vedere cliccando su questo link.

Giuseppe e Fabio, questi i loro nomi, percepivano rispettivamente 500 e 638 euro, ma lavoravano entrambi in due negozi che affittavano biciclette per turisti in visita nel centro cittadino.

Quando la Iena va da Giuseppe, spiegandogli che sta facendo un servizio sui furbetti del reddito di cittadinanza, lui dice che è una cosa “sbagliatissima”. La Vardera gli dice di sapere che lui lo prende, ma accampa una strana scusa: “io qui non lavoro, nel senso che mi guadagno il pane, ma è una mia passione” e si rifiuta di autodenunciarsi alla polizia.

Mentre stiamo per andarcene dal quartiere, incontriamo di nuovo Fabio, che minaccia di prenderci a schiaffi: “Sei qui per rovinare la gente o per fare il cornuto e sbirro?”, dice alla Iena.  

Gli animi si surriscaldano e l’uomo, spalleggiato da un amico, parte a caccia della telecamera, colpendo l’operatore con il microfono strappato alla Iena. Per questa aggressione l’operatore è stato ricoverato per trauma cranico, con una prognosi di 5 giorni.

Non contento l’uomo si dirige verso Ismaele e gli assesta, in rapida successione, tre schiaffi e un calcio nelle parti intime, mentre minaccia di venirlo a prendere a casa.

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