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Mario Biondo: il suicidio inspiegabile e le modifiche sul suo computer | VIDEO

Terzo capitolo dell’inchiesta di Cristiano Pasca sulla morte di Mario Biondo, cameraman trovato morto nella sua casa a Madrid nel 2013. La Iena evidenzia le contraddizioni e i dubbi sulle modifiche che sarebbero state apportate al computer di Mario dopo la sua morte

Mario Biondo era un cameraman siciliano che nel 2011 ha lavorato per l’edizione spagnola dell’isola dei famosi. Quell’anno l’inviata sull’Isola è Raquel Sanchez Silva, giornalista e conduttrice televisiva in ascesa. Durante le riprese i due iniziano una relazione che continua con il ritorno a Madrid, tanto che si sposano nel 2012 in Sicilia. Tutto sembrava perfetto. Ma meno di un anno dopo il matrimonio, Mario viene trovato impiccato nel salotto di casa a Madrid. La polizia spagnola archivia il caso come suicidio. Ma la famiglia non ha mai creduto a questa versione e sporge denuncia in Italia contro ignoti per omicidio. Le indagini italiane mettono in luce pesanti contraddizioni in questa vicenda, in cui i punti d’ombra sono ancora tanti.

Dall’autopsia spagnola fatta sul corpo di Mario, di cui vi abbiamo parlato nel primo servizio dedicato al caso, al modo in cui la moglie Raquel parla del rapporto tra Mario e la droga, che abbiamo approfondito nel secondo servizio, le contraddizioni sulla morte del cameraman sembrano essere molte.

In questo terzo capitolo dell’inchiesta, Cristiano Pasca si concentra sulle modifiche che sarebbero state fatte sul computer di Mario dopo la sua morte e prima che la moglie lo restituisse alla famiglia del ragazzo.

A casa di Mario e Raquel c’erano due computer: uno fisso e il portatile di lui. Su entrambi le perizie dei magistrati italiani hanno rivelato nuovi elementi. Su entrambi i computer, infatti, risultano diverse ricerche su siti porno. “Spesso erano ricerche mirate, riguardavano Raquel”, dice l’avocato della famiglia Biondo. “Mario era molto interessato al passato della moglie, quindi cercava materiale che potesse essere compromettente per lei”.

Il punto fondamentale però è che dopo quella notte, non essendo stato sequestrato nulla dalla polizia spagnola, Raquel ha continuato a utilizzare anche il computer di Mario. La giornalista spagnola in un primo momento sostiene di non aver fatto nulla su quel portatile se non cancellare le sue foto personali e afferma che nessuno all’infuori di lei avrebbe toccato quel computer. In un secondo momento dirà ai magistrai che oltre alle sue foto avrebbe cancellato anche video della luna di miele.

“Dal computer di mio figlio sono stati cancellati 996 gigabite di memoria”, dice la mamma di Mario. Sono decine di migliaia di foto. È improbabile, quindi, che fossero solo foto. Ma non è l’unica cosa che non tornerebbe: 15 giorni dopo la morte di Mario sul portatile viene installato un programma di controllo remoto. Chi l’ha installato?

A indicare che quel computer sarebbe stato anche nelle mani di qualcun altro a parte la moglie Raquel ci sono dei collegamenti wi-fi. È a questo punto che Raquel dice ai magistrati che l’opera di cancellazione “l’ho fatto io con mio cugino perché mio cugino è come mio fratello”. Il cugino di mestiere fa il tecnico informatico.

In un incontro del 2014 tra il cugino di Raquel e i genitori di Mario, l’uomo afferma che nessuno ha toccato il computer di loro figlio, ma in seguito verrà appunto fuori tutta un’altra verità.

Se non ci fosse stata l’indagine molte cose non sarebbero state smentite. “Mario quella notte ha scoperto qualcosa di molto grave e lo hanno ammazzato”, dice addirittura la madre in quell’incontro del 2014. Un’idea che ormai si sta facendo strada anche in Spagna. 

 

Guarda qui sotto tutti i servizi dedicati alla morte di Mario Biondo.

 

Suicidio o omicidio? Tutti i dubbi sulla morte di Mario Biondo

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