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Messico, 26 morti. Dopo El Chapo stragi sempre più feroci | VIDEO

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È la strage più sanguinosa da quando alla guida del Paese c’è Andrés López Obrador. Nonostante El Chapo si trovi ormai in una cella di 2 metri per 4 in Colorado, le mattanze in Messico non si fermano, anzi

È il peggior massacro in Messico da quando il presidente Andrés López Obrador è alla guida il Paese. L’attacco con le molotov contro un bar di Coatzacoalcos, nello stato di Veracruz, ha causato 26 morti e 11 feriti.

Non si ferma la mattanza in Messico, nonostante El Chapo sia ormai rinchiuso in una cella di 2 metri per 4 in Colorado. Joaquin "El Chapo" Guzman Loera è stato per 25 anni a capo del cartello di Sinaloa, una delle più grandi e violente organizzazioni messicane dedite al traffico di droga. Già a febbraio era stato condannato per tutti e dieci i capi d’accusa per i quali era imputato: associazione a delinquere, criminalità organizzata, traffico di droga, riciclaggio di denaro sporco, uso e traffico di armi da fuoco e vari omicidi.

Il re del narcotraffico era stato arrestato in Messico nel 2016, un anno dopo una delle sue sorprendenti evasioni, quella dal carcere di massima sicurezza di Almoloya, grazie a un tunnel scavato di un chilometro e mezzo. Nel 2017 era stato poi estradato negli Stati Uniti.

Nonostante lui sia in una delle prigioni più sicure del mondo, la mattanza dei Narcos continua. Una situazione di cui noi de Le Iene ci siamo occupati nel servizio che potete vedere qui sopra della Iena Cizco, regia di Gaston Zama, nel 2017, documentando una giornata ad Acapulco, in Sudamerica. Qui omicidi, esecuzioni e scontri tra bande rivali sono all’ordine del giorno.

Proprio come quello che è successo martedì scorso intorno alle 22 nella strage di Coatzacoalcos. Le prime ipotesi delle autorità parlano di una vendetta tra due gruppi rivali o di un attacco ai proprietari del nightclub Caballo Blanco per essersi rifiutati di pagare il pizzo.

L'ultima puntata

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