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Morte di Magherini, Strasburgo: ricorso ammissibile, l'Italia rischia condanna

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La Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto ammissibile il ricorso della famiglia di Riccardo Magherini, morto nel 2014 per infarto dopo un fermo dei carabinieri. Noi de Le Iene abbiamo sostenuto assieme ai familiari la raccolta fondi per il ricorso a Strasburgo dopo che la Cassazione ha assolto i tre militari che lo avrebbero picchiato

L’Italia potrebbe essere condannata per non aver rispettato il diritto alla vita e all’equo processo. La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha infatti ritenuto ammissibile il ricorso della famiglia di Riccardo Magherini, morto nel 2014 per infarto subito dopo un fermo dei carabinieri. Alcuni testimoni, anche con il video che vi mostriamo qui sopra assieme al servizio di Mauro Casciari, sostengono che Magherini sia stato picchiato dai militari.

Per sostenere il ricorso della famiglia è stata aperta una raccolta fondi su Gofundme (clicca qui per contribuire), dopo che la Cassazione a metà ottobre 2018 ha assolto i tre carabinieri. Vincenzo Corni, Stefano Castellano e Agostino della Porta erano stati condannati a 8 mesi il primo e a 7 mesi gli altri due in primo e in secondo grado a Firenze.

Secondo la Cassazione i militari per evitare quella morte “avrebbero dovuto prospettarsi e prevedere in concreto un quadro di conseguenze dannose per l'organismo umano che solo il sapere scientifico entrato nel processo attraverso approfondite perizie mediche ha poi reso note”. Ma la "previsione non era esigibile” da loro.

Ora i giudici di Strasburgo dovranno esprimersi sulle indagini e sul processo che si è concluso con l’assoluzione in Cassazione. L’udienza si terrà nei prossimi mesi.

Noi de Le Iene ci siamo occupati del caso Magherini in due servizi di Mauro Casciari del 3 ottobre 2014 e del 29 gennaio 2015. Siamo partiti appunto dal video girato da un cittadino di Firenze dalla finestra e da una domanda: perché un uomo di 40 anni in preda al panico muore durante il fermo dopo che ha incontrato i carabinieri che dovevano aiutarlo? 

Secondo la ricostruzione dell’accusa nei primi due procedimenti, Riccardo Magherini, che si trovava in uno stato di delirio e aveva assunto cocaina è stato fermato, sarebbe stato bloccato a terra e picchiato dai tre militari mentre gridava “aiuto” e “sto per morire” in mezzo alla strada, in Borgo San Frediano a Firenze, il 3 marzo 2014. Poco dopo è morto di infarto. Aveva 40 anni, una moglie e due figli. Filmati e 29 testimonianze raccontano lo stato di costrizione dell’uomo, che chiedeva aiuto, con il peso addosso dei militari. All’ospedale, come testimoniano le foto, arriva ricoperto di ferite ed ematomi sul volto e su tutto il corpo. 

Il secondo servizio che abbiamo dedicato al caso parte da un video di Riccardo ripreso dalle telecamere interne di un ristorante del centro di Firenze: è tranquillo e gioviale, cinque ore dopo morirà. Resta molto da chiarire sulle modalità della sua morte. Anche perché nessun video delle telecamere di una delle aree più video sorvegliate del mondo è stato consegnato alla procura. Per la Cassazione le modalità di quel fermo che ha portato alla morte di Riccardo Magherini non sono però da condannare “perché i carabinieri non potevano prevederla”. Starà ora alla Corte di Strasburgo valutare se il nostro Paese con questa sentenza abbia violato i diritti umani e il diritto a un giusto processo. 

Ecco qui sotto tutti i servizi e gli articoli che abbiamo dedicato alla morte di Riccardo Magherini.

Magherini: la morte di Riccardo, cosa è successo, le domande senza risposta

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