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Omicidio Vannini: archiviate le accuse di Vannicola al maresciallo Izzo

La Procura di Civitavecchia ha archiviato il procedimento per favoreggiamento a carico del maresciallo Roberto Izzo, che la sera dell'omicidio di Marco Vannini guidò le prime indagini. Il carabiniere Izzo era stato accusato da un suo amico di lunga data, Davide Vannicola, di aver saputo che a sparare al giovane Vannini non fosse stato Antonio ma il figlio Federico. Ma sono ancora numerosi i punti oscuri e le incongruenze sulla morte di Marco Vannini, come vi abbiamo raccontato nello speciale di Giulio Golia e Francesca Di Stefano

Archiviato il procedimento contro il maresciallo Roberto Izzo. Il procedimento per favoreggiamento nei confronti del carabiniere era partito dalla testimonianza di Davide Vannicola, amico di lunga di Izzo, che aveva riferito le presunte confidenze fattegli dallo stesso maresciallo, a capo della stazione di Ladispoli la sera dell'omicidio di Marco Vannini. "Il maresciallo Izzo mi disse che a sparare il colpo di pistola fu il figlio di Antonio Ciontoli Federico e non il padre", ha detto Vannicola a Giulio Golia. "E che fu sempre Izzo a consigliare ad Antonio Ciontoli di prendersi la colpa al posto di Federico”.

Vannicola aveva poi raccontato al nostro Giulio Golia di una telefonata ricevuta, quella maledetta sera, proprio dal maresciallo Izzo: “"Robè, corri che è successa una cosa tragica, ho bisogno di te, vieni al Pronto soccorso, vieni, vieni”. Subito dopo lo sparo, e prima delle due chiamate fatte ai soccorsi, Antonio Ciontoli avrebbe telefonato al comandante Izzo, dicendogli che i suoi familiari “avevano fatto un casino”.

Giulio Golia si era recato da Roberto Izzo, per sentire la sua versione sulle dichiarazioni di Vannicola. Ma il carabiniere aveva negato tutto. “Non ho mai parlato con Ciontoli prima dell’unica telefonata che mi ha fatto e che è stata effettuata all’1 e 18 (della notte dell'omicidio Vannini, ndr.) ed è stata già messa agli atti”.  Dopo questa archiviazione, Vannicola dovrà adesso difendersi dall'accusa di calunnia.

All’omicidio Vannini abbiamo dedicato un intero speciale de Le Iene (che potete rivedere sopra). Marco Vannini è stato ucciso con un colpo di pistola il 15 maggio 2015, mentre si trovava a Ladispoli a casa della fidanzata Martina Ciontoli. Per la sua morte è stato condannato in appello il padre Antonio Ciontoli a 5 anni per omicidio colposo.

Ma i fatti che sembrano non tornare su cosa sia realmente successo quella notte a casa Ciontoli sono tanti. In casa quella sera erano presenti, oltre ad Antonio e Martina, anche la moglie di Antonio, Maria Pezzillo, Federico, il fratello di Martina, e la sua fidanzata Viola Giorgini.

Nello speciale abbiamo affrontato le numerose incongruenze emerse dalla nostra inchiesta.

Nella prima parte di questo speciale vi abbiamo parlato di indagini e soccorsi in ritardo, nella seconda del colpo di pistola mortale e dell'ipotesi di una lite tra fidanzati la sera della tragedia, nella terza di quello che succede dopo lo sparo, nella quarta della seconda telefonata al 118 e nella quinta dei dubbi sulle pistole .

E solo due giorni fa la vicenda, già intricata, si era arricchita di un nuovo capitolo, che getta un’ombra sui rapporti tra il maresciallo Izzo e Antonio Ciontoli. Si tratta di una registrazione audio, consegnata alla Procura da Davide Vannicola. Nell’audio divulgato si sente: "C'è un fascicolo all'interno della caserma dei carabinieri di Ladispoli dove è presente un fascicolo personale ‘Ciontoli Antonio'. All'interno del fascicolo c'è l'informativa, udite udite, che riguarda una rapina o estorsione, di preciso non lo so, che il Ciontoli avrebbe fatto nei confronti di una prostituta". A parlare sarebbe Giovanni Bentivoglio, ex sottoufficiale della Guardia di finanza e ora assessore a Bracciano, che ha però negato di aver visto il fascicolo: "Non l’ho mai visto. Per quanto riguarda questa informazione per me non è certa. Se fossi stato certo sarei andato in procura".

Il fatto sarebbe avvenuto nel territorio di Roma, e dunque sarebbe competenza della procura di Roma, ma secondo la testimonianza il maresciallo Izzo avrebbe fatto in modo che il fatto fosse ricondotto presso la procura di Civitavecchia.

"Sono sconcertato. Non sono in grado di poter riferire niente, per quanto mi riguarda sono cose completamente assurde", ha dichiarato Izzo alla trasmissione tv “Chi l’ha visto”. L’ex comandante ha poi aggiunto: “Io nel 2000 ero in Friuli, non ero nel Lazio. Sono arrivato nel Lazio nel 2002 e Ladispoli nel 2011, dove ho preso il comando nel 2013”.

“Se questo fascicolo su Ciontoli c’è, venga tirato fuori e sia fatta chiarezza - ha chiesto la madre del giovane ucciso – ma non perdiamo di vista il vero obiettivo: vogliamo giustizia per la morte di Marco”.

L'ultima puntata

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