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Piazza San Carlo: Marisa Amato, tetraplegica dopo la tragedia, è morta | VIDEO

Si è ritrovata tetraplegica dopo la tragedia di piazza San Carlo a Torino. Dopo oltre un anno e mezzo di battaglia, è morta Marisa Amato, che ha rifiutato cure invasive. Quella sera è stata travolta dalla folla che stava guardando la finale di Champions League. Il nostro Pablo Trincia ha indagato se tutto questo si poteva evitare

È morta Marisa Amato, la seconda vittima di piazza San Carlo a Torino. La donna era rimasta tetraplegica nell’incidente durante la proiezione della finale di Champions League Juventus-Real Madrid. Anche noi de Le Iene abbiamo voluto fare chiarezza su quello accaduto la sera del 3 giugno 2017. Nei mesi scorsi, Marisa ha raccontato la sua testimonianza da un letto del Cto di Torino come potete vedere nell’estratto qui sopra.

“Farò di tutto per riprendere la mia vita in modo dignitoso. Non mi arrendo e spero di farcela”, ci ha detto. Quel sabato, Marisa e suo marito erano andati a cena nel centro del capoluogo piemontese. Dopo si sono incamminati verso piazza San Carlo nel momento del panico generale. “In quell’istante la folla si è girata e ci ha travolto tutti e due”, ha raccontato la donna.

“Ho cercato di resistere perché volevo rialzarmi, ma poi non ce l’ho fatta. Mi sono detta ora muoio e mi sono lasciata andare. Da quel momento non mi ricordo più nulla”. La calca della folla si è trasformata in una trappola. “Mi sentivo soffocare”, ha raccontato a Le Iene. “Mi dicevano di muovere le dita, ma io non riuscivo. E poi ho realizzato che non sentivo neanche le gambe”.

È in questo momento che Marisa ha capito di dover passare la sua vita paralizzata dal collo in giù. Nella caduta tra la folla ha riportato un trauma vertebro-midollare. Così si è ritrovata tetraplegica. “Trovo la forza nella mia famiglia, spero che i miei nipoti possano presto sentire la mia voce”, ha confidato al nostro Pablo Trincia. “Non dico accarezzarli, anche se è quello che desidero in questo momento”.

Questo abbraccio Marisa non può più donarlo. Il brusco peggioramento delle sue condizioni cliniche e la volontà di non ricevere cure invasive l’hanno spenta. Con lei le vittime di piazza San Carlo salgono a due. Nella calca e nel panico di quella sera è morta anche Erika Pioletti, 38 anni. Nel servizio di Pablo Trincia, il fidanzato racconta i suoi ultimi momenti.

In totale sono stati 1.526 i feriti a scatenare la reazione della folla è stato il timore di trovarsi in mezzo a un attentato, in un panico collettivo che si è alimentato esponenzialmente. Poteva essere evitato tutto questo?

La Iena ha indagato soprattutto sui mancati controlli agli ingressi, la presenza di venditori abusivi di birra (causa di quel “tappeto di vetri” su cui si sono feriti in molti), la mancanza di vie di fuga adeguate e di addetti alla sicurezza sufficienti, il sovraffollamento della piazza in cui si trovavano oltre 30mila persone, il poco tempo con cui l'evento è stato organizzato.

Intanto prosegue il processo che vede indagate 15 persone tra cui la sindaca Chiara Appendino e l’ex questore Angelo Sanna. Per tutti l'accusa è di omicidio, lesioni e disastro colposi.

Guarda qui sotto il servizio completo di Pablo Trincia 

L'ultima puntata

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