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Poggioreale, catturato il primo evaso in 100 anni. Le Iene e i racconti sulla vita nel carcere

È stato preso dopo quasi due giorni di latitanza Robert Lisowski, il primo a fuggire dal carcere di Poggioreale in 100 anni. Con Giulio Golia abbiamo raccolto i racconti di alcuni ex detenuti della struttura penitenziaria napoletana, che hanno denunciato in passato condizioni terribili e violenze da parte degli agenti

Era riuscito a scappare dal carcere di Poggioreale (Napoli) calandosi al di là del muro di cinta usando dei lenzuoli come una fune. Robert Lisowski, 32enne in carcere dal 2018 per omicidio, è stato catturato dopo quasi due giorni dalla fuga, la prima da quel carcere in 100 anni.

Un’unità della squadra mobile lo ha trovato a Napoli, dove si nascondeva in zona Borgo Loreto. Il sindacato Osapp degli agenti penitenziari commenta denunciando la “mancanza di personale per oltre 200 unità a scapito della sicurezza” e il sovraffollamento dei detenuti. Proprio per risolvere questo problema, alcuni mesi fa ha avuto inizio l’operazione di sfollamento di Poggioreale, quando è stato disposto il trasferimento di 203 detenuti. L’obiettivo è quello appunto di permettere un miglioramento nelle condizioni di vita dei detenuti all'interno della struttura penitenziaria napoletana. Una struttura di cui noi de le Iene ci siamo occupati nel servizio di Giulio Golia del 20 maggio 2018 che vi riproponiamo qui sotto.

La Iena ha incontrato Roberto Leva, un detenuto che ha denunciato di essere stato picchiato selvaggiamente in passato all’interno di Poggioreale. Attraverso le testimonianze di alcuni ex detenuti, la Iena ha ripercorso gli anni in cui le violenze da parte di alcuni agenti di polizia penitenziaria sarebbero state sistematiche. “Poggioreale è una scuola di criminalità”, ci ha detto uno di loro. “È solo putrefazione, celle affollate, finestre rotte”.

“Quando entravi dovevi avere le mani dietro e abbassare la testa. Non dovevi guardare negli occhi gli agenti penitenziari. Se non rispettavi questa regola venivi pestato già al momento dell’ingresso in carcere”, ha raccontato un ex detenuto.

Nel 2013 un ragazzo ha trovato il coraggio denunciare ed è iniziato un processo contro alcuni agenti di polizia penitenziaria. Così per la struttura di Poggioreale è iniziato un nuovo corso, a partire dall'abolizione delle “celle zero”, non numerate, dove i detenuti sarebbero stati fatti spogliare e picchiati da più agenti.

La Iena ha ascoltato però anche il racconto di Roberto Leva, finito in coma, sostiene, a causa delle percosse, poco tempo prima del nostro servizio, in pieno "nuovo corso" quindi. Sul suo caso è stata aperta un’inchiesta. La direttrice del carcere, Maria Luisa Palma, ha negato che sia stato picchiato, facendo muro a ogni domanda di Golia.

Dopo il nostro servizio il cappellano don Franco ci ha inviato una lettera in difesa del “nuovo corso” del carcere napoletano (clicca qui per leggerla).

Guarda qui sotto il servizio di Giulio Golia su Poggioreale. 

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