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Ponte Morandi: “Cavi corrosi al 100%, ultima vera manutenzione 25 anni fa”

Nella relazione dei tre periti incaricati del gip si parla di mancata manutenzione e forte corrosione dei cavi tra le possibili cause del crollo del ponte Morandi di Genova. A un anno dalla tragedia che ha provocato 43 morti sono 71 le persone indagate a vario titolo per omicidio e disastro colposo

Mancata manutenzione e una forte corrosione che aveva portato al danneggiamento fino al 100% di alcuni cavi del ponte Morandi. Ci sarebbero anche queste, secondo i periti del gip, tra le possibili cause del crollo del viadotto sull’autostrada A10 che il 14 agosto 2018 provocò a Genova la morte di 43 persone

A distanza di quasi un anno, abbiamo ancora tutti in mente le immagini di quella tragedia che vi riproponiamo qui sopra in un video che Iene.it ha pubblicato in esclusiva subito dopo il crollo.

I periti hanno esaminato le condizioni di conservazione e manutenzione dei manufatti non crollati e delle parti precipitate. I risultati sono contenuti nelle 72 pagine di relazione tecnica per il giudice per le indagini preliminari. Si parla di impalcato con fessurazioni, tiranti corrosi, con riduzione delle sezioni resistenti anche del 75%. E soprattutto scarsa manutenzione. Tanto che gli ultimi interventi realmente efficaci risalirebbero a 25 anni fa.

L’inchiesta vede indagate 71 persone insieme alle due società Autostrade e Spea. I reati, a vario titolo, sono di omicidio colposo, omicidio stradale colposo, disastro colposo, attentato alla sicurezza del trasporti e falso. A un anno di distanza non c’è ancora comunque un colpevole certo e non è stata neppure revocata la concessione ad Autostrade per l’Italia, come invece annunciato nelle prime ore dalla tragedia dai leader del governo gialloverde.

"Le percentuali di corrosione riportate nella perizia depositata confermano che la capacità portante degli stralli era ampiamente garantita”, replicano da Autostrade. “Quindi, l'eventuale presenza di una percentuale ridottissima di tiranti corrosi fino al 100% non può in alcun modo aver avuto effetti sulla tenuta complessiva del ponte".

Intanto proseguono i lavori di demolizione del ponte e delle case attorno. Nei prossimi giorni i demolitori elimineranno l'ultima pila, la 2, quella più vicina alla collina di Coronata. A quel punto, la demolizione dell'ex viadotto potrà dirsi conclusa. Il Consiglio dei Ministri ha deliberato la proroga di un anno dello stato di emergenza per la città di Genova.

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