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Risse per video su Instagram, 7 minori arrestati: Le Iene nel Fight club di Piacenza

Organizzavano risse e le filmavano per mettere i video su Instagram, per questo a Cremona 7 minorenni sono stati arrestati mentre altri 18 denunciati. Un fenomeno simile al “Fight club” di Piacenza che abbiamo conosciuto con Cizco

Su Instagram gestivano un profilo (in cui come fondatore hanno scritto il nome di Matteo Salvini) per darsi appuntamento e finire in rissa. Le aggressioni venivano filmate e poi i video li mettevano sui social per acchiappare like. Quello delle risse social è un fenomeno che coinvolge sempre più adolescenti di cui anche noi de Le Iene ci siamo occupati. Il nostro Cizco è stato in un vero e proprio “Fight club” a Piacenza, come potete vedere nel servizio qui sopra.

I ragazzi finiti nei guai a Cremona devono rispondere di danneggiamento, vandalismo, atti persecutori, risse, lesioni e spaccio di sostanze stupefacenti, ai danni di altri giovani studenti. Sette minorenni sono stati arrestati e altri 18 sono stati denunciati dai carabinieri.

Tutto iniziava nella pagina Instagram “Cremona.dissing” collegata all’applicazione “ThisCrush”, che permetteva di partecipare a una chat privata. Qui poi si davano appuntamento nella vita reale. L’incontro iniziava con quello che loro definiscono una “jumpata”, cioè saltare addosso a qualcuno: i minorenni provocavano un coetaneo, meglio se solo, e se questo reagiva gli saltavano addosso tutti insieme, picchiandolo con calci e pugni. Tutto veniva filmato per finire sui social.

Un fenomeno che succede anche a Piacenza. Con Cizco abbiamo conosciuto i protagonisti, tutti adolescenti di appena 14 anni. Ogni settimana organizzano risse trasmesse sui social per essere seguiti e conquistare follower.

Ho fatto tre incontri”, dice fiero uno di loro. Tutto si svolge davanti alle telecamere e in diretta su Instagram. “Facciamo risse ogni sabato, tanto qualcosa succede sempre”. 

Tutto è iniziato quando “hanno postato il video di una rissa e sono arrivati molti seguaci e da lì abbiamo pensato di farne altre organizzate”, racconta un ragazzino. “Volevano picchiarsi con qualcuno entro una settimana così aumentavano i follower”, dice un altro.

Ma quando la Iena parla con alcuni presi da soli, questi ragazzi non sembrano così pericolosi. Perché sei venuto? “Siccome ci andavano tutti i miei amici, ci sono venuto anch'io per non rimanere da solo…”.

dopo il nostro servizio

Rita Bernardini denunciata per le piante di cannabis coltivate sul terrazzo di casa sua. La radicale, che si era già autodenunciata e da anni combatte per la legalizzazione della cannabis, sperava in un arresto per portare la questione al centro del dibattito pubblico: “Così si usano due pesi e due misure e la legge finisce per non essere uguale per tutti”

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