Chiuso per un pomeriggio il ristorante del maxi scontrino e 5mila euro di multa
I gestori del ristorante di Roma sono stati multati con 5mila euro di multa per aver inserito nel maxi scontrino la mancia da 80 euro lasciata dalle due clienti giapponesi. La polizia locale ha trovato irregolarità anche nell’occupazione del suolo pubblico per questo il locale è stato chiuso per un pomeriggio
Multa per quella mancia di 80 euro aggiunta al conto e chiusura forzata per un pomeriggio per irregolarità nell’occupazione del suolo pubblico. Ora il conto salato è tutto per l’”Antico Caffè di Marte”, il ristorante finito ieri nella bufera per uno scontrino da capogiro diventato virale su Facebook.
A postarlo sono state due turiste giapponesi che al di là dell’importo totale, a stupirle è stato un dettaglio riportato nello scontrino: il pasto è costato 349 euro, a cui è stata aggiunta una mancia di 80 euro. Il proprietario del ristorante, subito sommerso di critiche dalle associazioni di categoria, non ha battuto ciglio, spiegando che le clienti devono aver preso anche dell’altro oltre agli spaghetti al cartoccio. La conferma arriva dal legale dei gestori del ristorante secondo cui le due donne avrebbero consumato anche altre portate.
La bufera social ha insospettito la polizia locale che su indicazione anche del Campidoglio ha voluto vederci chiaro. Così gli agenti hanno compiuto un sopralluogo nel locale di via Banco di Santo Spirito. Quella “mancia” (che non può essere inserita nel conto totale dei clienti come avvenuto) è costata 5mila euro di multa. A questa si potrebbe aggiungere un secondo verbale per alcune irregolarità riscontrate nel locale, una su tutte quella dell’occupazione del suolo pubblico per i tavolini esterni che sarebbero in numero maggiore rispetto a quelli autorizzati. Già in passato il ristorante è stato chiuso per lo stesso motivo.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore al turismo del comune di Roma Carlo Cafarotti: “I clienti vanno coccolati e invitati a tornare, con questi comportamenti si denigra l’immagine della Capitale”.
Di conti stratosferici vi avevamo parlato anche noi de Le Iene, nel servizio di Andrea Agresti che potete vedere qui sotto. Conti dai 500 ai 1000 euro per un semplice antipasto, presso il ristorante di Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi.
A chiamarci erano stati due giovanissimi fidanzati, che avevano cenato nel suo ristorante la sera di San Valentino del 2014, convinti di pagare un menu al prezzo di 70 euro a persona.
“Nell’attesa della preparazione del pranzo Stefania Nobile ci ha consigliato degli antipasti”, raccontano i ragazzi ancora sconvolti. “Noi ci siamo fidati. Sono arrivati 4 scampi e 8 gamberi, che sono costati ben 460 euro. M’è preso un colpo, quel ristorante mi è costato due mesi di lavoro”.