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Rocco Greco imprenditore anti pizzo: la sua azienda riabilitata ripartirà dai figli | VIDEO

L’imprenditore Rocco Greco è stato il simbolo dei lavoratori che si ribellano al pizzo e alla mafia. Ma proprio l’antimafia aveva emanato un’interdittiva contro la sua azienda, impedendogli di lavorare. Rocco poco dopo è sparato. In questi giorni le interdittive sono state tolte e i figli possono cercare di ricominciare

Riccardo Greco, imprenditore di Gela, si è suicidato il 27 febbraio scorso dopo che la sua azienda, la Cosiam, era stata interdetta dall’antimafia. L’interdittiva ha impedito all’azienda continuare il suo lavoro. Molti dipendenti sono stati licenziati e per un po’ tutto si è fermato.

In questi giorni tutte le interdittive sono state rimosse. Un risultato importantissimo ma tardivo, perché nulla potrà restituire la vita di Rocco Greco. “Mio papà non ha sostenuto più il peso di una croce che non gli spettava di portarsi dietro”, ha detto a Ismaele La Vardera il figlio di Rocco Greco.

Suo figlio ci ha spiegato nel video che trovate qui sopra che “un’azienda non è come una macchina che puoi parcheggiare e poi riaccendere”. Quando succede quello che è capitato alla Cosiam poi è molto difficile ripartire perché bisogna riallacciare i contatti con i fornitori e riadeguare il personale. Ma  il figlio di Rocco Greco spiega: “vogliamo continuare a combattere anche per tenere viva la memoria di papà”.

Vi avevamo raccontato la storia di Rocco nel servizio di Ismaela La Vardera che potete vedere per intero qui sotto. Rocco Greco è stato uno dei simboli della lotta al pizzo a Gela e grazie alle sue denunce 10 affiliati alla mafia sono finiti in carcere, per una condanna complessiva di ben 134 anni. 

Le sue attività però vengono colpite dal provvedimento antimafia del ministero degli Interni, attraverso il prefetto di Caltanissetta Cosima Di Stani. Ad accusarlo di essere in società con la mafia sono stati proprio alcuni degli esponenti dei clan che lui aveva fatto arrestare, per vendicarsi di Rocco.

Anche se l’imprenditore esce pulitissimo dal processo che segue le dichiarazioni dei mafiosi, questo non basta. Per il ministero dell’Interno la Cosiam resta avvicinabile dalla mafia, dunque a rischio, e viene interdetta: niente più appalti pubblici. Un provvedimento che comporta un danno economico di almeno 6-7 milioni di euro di mancate commesse pubbliche.

Oltre ai problemi economici dell’azienda però c’è la beffa di aver combattuto una vita contro la mafia e poi  venire accusato di essere un imprenditore che potrebbe fare affari con loro.

E così il 27 febbraio, Rocco Greco, stanco e sfiduciato, si toglie la vita con un colpo di pistola.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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