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Salario minimo a 9 euro. Le vostre storie: “Pagato anche 1,60 euro l'ora” | AUDIO

Mentre si discute del salario minimo legale a 9 euro lordi e i dati Inps parlano del 28,9% di rapporti di lavoro sotto questa soglia, pubblichiamo le storie che ci arrivano dai nostri lettori, che raccontano di “stipendi” anche inferiori ai 2 euro all’ora

“Quello che ho sentito della ragazza che lavora per 2,50 euro all’ora è brutto, ma c’è di peggio. Molto peggio”. La settimana scorsa, su Iene.it, abbiamo pubblicato la registrazione di un colloquio di lavoro per un negozio di abbigliamento di una grande città dell'Emilia Romagna. Quello che abbiamo sentito ha lasciato di sasso non solo noi, ma anche tantissimi lettori. Tra i commenti e le email indignate che abbiamo ricevuto ce ne sono tantissimi che descrivono situazioni lavorative simili a quella che abbiamo denunciato. E proprio in questi giorni si discute di salario minimo legale di 9 euro lordi all’ora, come prevede il provvedimento del Movimento 5 Stelle in discussione al Senato. E con i dati Inps che parlano del 28,9% di rapporti di lavoro che si trovano sotto questa soglia, leggere le storie dei nostri utenti fa davvero riflettere.

Partiamo dalla registrazione del colloquio che abbiamo pubblicato: Giulia, così abbiamo chiamato la candidata, aveva portato il curriculum presso un negozio di abbigliamento gestito da datori di lavoro cinesi.  “Qui si lavora dall’apertura alla chiusura, dalle 9 di mattina alle 8 di sera, con un’ora di pausa pranzo. Avete tre giorni di riposo al mese: la paga è di 700 euro”. Facciamo due conti: in un mese Giulia guadagnerà 2,59 euro all’ora. Come se non bastasse questa titolare ha stabilito delle regole tutte sue.  “Chi vedo giocare con il cellulare non glielo dico, ma gli tolgo direttamente 50 euro. Se poi arrivi in ritardo, ti tolgo un euro per ogni minuto di ritardo”.

Di fronte a questa situazione, che si può tranquillamente definire una forma moderna di schiavitù, gli utenti si sono sì scandalizzati, ma nemmeno troppo. Ci hanno infatti scritto commenti e email con le loro esperienze, analoghe o addirittura peggiori. “La schiavitù. Anche io lavoravo 10 ore tutti i giorni per 750 euro al mese. Una domenica di festa al mese e un’ora di pausa pranzo. Poi dovevo tornare in negozio e aspettare l’apertura alle 16 e intanto dalle 14:30 alle 15:30 dormivamo a terra con i miei colleghi se volevamo riposare un po’”, racconta una ragazza.

“Mia cugina lavora a Potenza al *** dal lunedì alla domenica, dalle 7:00 alle 20:00, un’ora di pausa pranzo al giorno. Libera solo il giovedì pomeriggio. Il tutto per 500 euro al mese. Ditemi voi”, racconta un altro utente.

E di situazioni anche peggiori di quella che abbiamo raccontato sembrano essercene molte: “Non sono solo i cinesi, gli italiani sono anche peggio”, scrive una ragazza. “Io assisto gli anziani e mi sono arrivate proposte di fare le notti, dalle 20 alle 8 del mattino successivo. Tutto per 20 euro. Fatevi un po’ i conti”. E noi i conti li abbiamo fatti: 1,60 euro all’ora e per di più lavorando di notte!

Ci scrive anche un ragazzo cinese: “Sono cinese e per scappare dal sistema lavorativo cinese sono andato a lavorare dagli italiani. Ho lavorato in agenzia e mi pagavano 500 euro al mese più i contributi. Lavoravo dalle 9 fino alle 20, dal lunedì al sabato. Dopo un paio di mesi sono tornato a lavorare per i cinesi!”.

Secondo i nuovi numeri dell’Inps oltre un lavoratore su quattro si collocherebbe sotto la soglia minima dei 9 euro l’ora. Se dovesse essere introdotto, il salario minimo comporterebbe costi di 17,5 miliardi di euro per le imprese, secondo le stime del consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro. Significa per le aziende un aumento del costo medio del lavoro di circa il 20%. I primi a beneficiare del salario minimo sarebbero autisti, operai, camerieri, badanti e agricoltori. Al momento i rapporti di lavoro sotto la soglia sono 4,3 milioni. 

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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