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Strage di Viareggio, il pm: “Pene da ridurre per la prescrizione”

Con Giulio Golia, parlando con i familiari dei sopravvissuti, avevamo avvertito di questo rischio. Ora nel processo sulla strage di Viareggio l’accusa chiede di ridurre le pene per colpa della prescrizione. A quasi 10 anni infatti non è ancora stata fatta giustizia per le 32 vittime del disastro ferroviario 

Il sostituto procuratore generale ha chiesto condanne scontate di sei mesi per i manager tedeschi e austriaci imputati nel processo di appello per la strage ferroviaria di Viareggio sostenendo che le diminuzioni siano dovute solo alla prescrizione intervenuta nel maggio 2018 per i reati di incendio colposo e lesioni personali colpose. . Le condanne così riformulate vanno da 7 anni e 6 mesi a 8 anni e 10 mesi per 9 dirigenti di società estere del trasporto ferroviario.

È quanto appena chiesto dal pm, a quasi dieci anni da quel 29 giugno del 2009 in cui 32 persone sono morte in uno degli incidenti ferroviari più terribili della storia del nostro Paese. Giulio Golia, nel servizio del 27 novembre, aveva incontrato i familiari delle vittime e aveva avvertito proprio del rischio prescrizione per i tempi troppo lunghi del processo.

"Non si può non rilevare che fatti gravissimi come questi vengano cancellati dalla prescrizione come un colpo di spugna, e ciò lascia un forte senso di ingiustizia”, ha commentato lo sostituto procuratore Luciana Piras. Per quanto riguarda le altre posizioni, tra le quali quella dell'ex amministratore delegato di Fs Mauro Moretti, sono previste altre due udienze.

Tutto ha avuto inizio da un incendio infernale causato dal deragliamento di un treno merci: parte del Gpl trasportato è fuoriuscito e ha scatenato un rogo mortale per 32 persone.

Giulio Golia ha incontrato i superstiti di quella notte e i familiari delle vittime che combattono per avere giustizia.

Non ho ancora avuto modo di piangere mia figlia”, racconta la mamma di una delle vittime nel servizio del nostro Giulio Golia. Come se non bastasse lo Stato si è ritirato come parte civile. “Più si va avanti e più sembra che ci voltino le spalle”, dice un altro testimone. A questo si aggiunge la prescrizione. “È inaccettabile perché il nostro dolore non va in prescrizione. Il male non lo si augura a nessuno, ma agli imputati con figli vorrei che provassero per un giorno quello che sto provando io”.

Guarda qui sotto il servizio completo di Giulio Golia

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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