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Terra dei fuochi e tumori: uno studio conferma il legame | VIDEO

Un gruppo di ricercatori italiani ha trovato una correlazione tra l’eccessiva quantità di metalli pesanti nel sangue di alcuni pazienti oncologici della Terra dei fuochi e l’attività di sversamento illegale dei rifiuti tossici. Un dramma di cui ci siamo a lungo occupati con Nadia Toffa

 

Lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e i tumori hanno una correlazione nella Terra dei Fuochi.

Una primissima conferma del legame sembrerebbe arrivare da una ricerca di alcuni studiosi italiani, che hanno osservato concentrazioni anomale di metalli pesanti come cadmio e mercurio nel sangue di malati di cancro di quella zona.

Lo studio, pubblicato sull’autorevole “Journal of Cellular Physiology”, nasce dal lavoro di un gruppo coordinato da Antonio Giordano, che negli Usa dirige l’Istituto Sbarro di Ricerca sul Cancro della Temple University.

In un’intervista all’Ansa il coordinatore dello studio scientifico ha spiegato: "Il legame causale tra sviluppo tumorale ed esposizione a questi metalli è un fatto noto da tempo, il superamento costante dei limiti di legge anche nel piccolo numero di individui esaminati nel nostro studio è un fatto di per sé allarmante, che quindi richiede l'immediata estensione dell'analisi a una popolazione più ampia, così da avere una rappresentazione accurata sul fronte epidemiologico”.

Stiamo parlando di un territorio, denominato “Terra dei fuochi”, compreso tra Caserta e Napoli, di cui si era occupata più volte Nadia Toffa.

Una zona chiamata anche “Triangolo della morte” perché lì le persone muoiono di tumore tre volte di più che nel resto d’Italia. Per anni in quei territori la camorra ha smaltito ogni genere di rifiuti speciali in discariche abusive o bruciati in roghi tossici, avvelenando così terra e aria.

Avevamo intervistato anche Roberto Mancini, il poliziotto che per anni aveva indagato sugli sversamenti illegali di rifiuti proprio in quelle zone. Nel 2002 gli venne diagnosticato il tumore, e nel 2014 non ce l’ha fatta.

Nadia Toffa, nel servizio che potete rivedere qui sopra aveva poi raccolto la testimonianza esclusiva di Carmine Schiavone, boss del clan dei casalesi, poi pentito:  “Quel materiale arrivava dalle centrali tedesche, austriache, svizzere. Arrivavano fanghi tossici, coloranti, amianto, piombo, cadmio, e persino scorie nucleari”.

Quei campi dove erano stati interrati i rifiuti erano stati poi interdetti per la coltivazione, anche se le nostre telecamere avevano filmato il fatto che proprio lì crescevano pomodori, friarielli, pesche, venduti anche a una famosa ditta di surgelati e a multinazionali straniere.

Le Iene hanno fatto condurre alcune analisi su quelle verdure, rilevando numerose tracce di metalli pesanti, tra cui mercurio, arsenico, piombo, in quantità di tanto superiori a quelle ammesse per legge.

Con padre Maurizio Patriciello, il prete anti-roghi di Caivano, vi avevamo mostrato come quei rifiuti venivano sversati illegalmente e poi dati alle fiamme. Un copione che si ripete da anni e che don Patriciello conosce molto bene: “La piazzola viene riempita e poi svuotata in questo modo. Queste ceneri verranno disperse dal vento e noi continueremo a respirarle. Intanto si accumula altra immondizia che verrà a sua volta bruciata da altri delinquenti”.

 

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