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Test di medicina: ecco le ricerche Google degli studenti furbetti! | VIDEO

Fabio Agnello ci ha raccontato tutti i trucchi degli studenti durante i cento minuti del temutissimo test di ingresso a Medicina. Ecco il report con tutti i dettagli sulle ricerche effettuate su Google durante la prova e, in maniera parecchio sospetta, anche prima

“Ho visto dei ragazzi che usavano il telefono, altri avevano lo smartwatch”. Nella puntata di giovedì 10 ottobre vi abbiamo raccontato dei furbetti del test di medicina. Fabio Agnello, nel servizio che vedete qui sopra, ci ha raccontato tutti i trucchi adottati dagli studenti che affrontano la temutissima prova d’ingresso alla facoltà di Medicina, dai micro auricolari allo smartwatch fino al classico cellulare. Tutti apparecchi naturalmente vietati durante il test.

E che qualcosa durante i cento minuti del test non vada proprio secondo le regole come ci ha spiegato Agnello, lo dimostrerebbero anche le ricerche effettuate su Google. In relazione al test di medicina dell’anno 2018/2019, che si è svolto il 4 settembre 2018 dalle 11 alle 12:40, gli avvocati Francesco Leone, esperto in ricorsi universitari che abbiamo intervistato nel nostro servizio, e Simonia Fell hanno commissionato a Roberto serra, esperto di motori di ricerca Seo, un report sulle parole più cercate su Google proprio durante i 100 minuti in cui si svolgeva il test.

Dal report, che potete scaricare integralmente cliccando qui, emerge proprio come alcune parole chiave del test siano finite tra quelle più cercate su Google proprio nei 100 minuti in cui si svolgeva il test. Parliamo di termini come “glucogenesi”, “nanismo acondroplastico”, “enzima”, “frattale”, come dire di solito non cercatissime.

Il dato forse più interessante che emerge dal report è che tra le ricerche effettuate in quei 100 minuti c’è anche quella relativa a una serie numerica di 5 numeri, connessa al test. Quante probabilità ci sono che persone che non stanno svolgendo il test cerchino proprio quella serie numerica? “Le probabilità sono 1 su 622 milioni”, commenta l’esperto Roberto Serra. “Era più facile vincere il superenalotto che cercare casualmente quella serie numerica”. E questa specifica ricerca, come evidenzia il report, è un esempio lampante: “Durante l’intera giornata è stato rilevato un interesse di ricerca, un picco nelle ricerche Google, alle 11.21, con evidenti picchi”.  Ovvero, da quando il test è iniziato.

Un esempio utile è inoltre quello sul termine “Frattale”. Il report rileva che la prima ricerca del termine “risale alle ore 10:28 (quindi prima dell’inizio del test, ndr) ma procede per l’intero svolgimento del test per un totale di 488 momenti di interesse di ricerca nei quali Google registra un’alta frequenza di ricerca”. E ci sarebbe un altro indizio del fatto che a cercare questo termine fossero persone legate al test: i termini che Google ha indicato come correlati a “frattale” erano altri termini chiave del test. “Questa grande mole di ricerche ha permesso alle reti neurali di Google di individuare i related topics e le Related queries. Gli argomenti correlati a ‘Frattale’ sono: costituzione (argomento trattato nella domanda successiva); Gluconeogenesi (argomento affrontato in un’altra domanda); Enzima. Le domande correlate sono state: ‘frattale significato’, cioè esattamente la risposta alla domanda e ‘Enzima di restituzione’, argomento trattato nella domanda numero 34”.

Nelle conclusioni del report si legge infine che “le statistiche di Google riportano una evidente fuga di informazioni durante le ore 11 e le ore 12:40”. Per escludere dalle ricerche tutti gli studenti che hanno chiesto di uscire 30 minuti prima della fine del test (prevista per le 12:40), il report sottolinea che “la maggioranza delle ricerche avviene durante le ore 11:00 e le ore 12:10”. Inoltre, secondo Roberto Serra, esperto e autore del report, “dati alla mano una considerevole percentuale degli ammessi, avendo di fatto effettuato ricerche pertinenti tramite Google, ha avuto un vantaggio sul restante dei partecipanti, tale assunto è dunque sufficiente per inficiare il test di ammissione”.

Il report si riferiva al test del settembre 2018, ma come ci ha raccontato Fabio Agnello quest’anno le cose non sembrano essere andate molto diversamente!  “Non è cambiato niente”, ci ha detto l’avvocato Francesco Leone, esperto di ricorsi universitari. “Anche quest’anno le parole chiave del test sono state cercate su Google durante i cento minuti della prova”. Insomma, è proprio il caso di dire che chi di Google ferisce di Google perisce!

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