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Processo Thyssen verso l'archiviazione? Rivelazioni esclusive a Le Iene | VIDEO

Nuovi sviluppi in esclusiva con Alessandro Politi sul procedimento per l’esecuzione della sentenza italiana per il rogo alla Thyssenkrupp di Torino del 2007 in cui morirono 7 operai, che riguarda due manager tedeschi, condannati nel nostro Paese e ancora liberi in Germania. Noi de Le Iene abbiamo incontrato Johannes Hidding, giudice del tribunale di Essen, informato del caso: “Una mozione presentata dalla difesa dei due condannati ha richiesto l’archiviazione”

Il procedimento in Germania per la strage alla Thyssenkrupp di Torino,  in cui nel 2007 morirono 7 operai, potrebbe essere a un passo dall’archiviazione in Germania. È l’indiscrezione clamorosa che trapela dal tribunale di Essen, di cui potremo ascoltare tutti i dettagli nel servizio di Alessandro Politi durante la puntata di martedì 19 febbraio de Le Iene, dalle 21.20 su Italia1 e di cui potete vedere qui sopra un’anticipazione.

E’ la terza puntata dell’inchiesta di Alessandro Politi (in fondo all’articolo vi riproponiamo le prime due puntate), su un procedimento che sta dividendo l’Europa, quello per l’applicazione in Germania della sentenza italiana contro due manager tedeschi, condannati in Italia e ancora liberi in Germania. La Iena ha incontrato Johannes Hidding, giudice informato sul caso del tribunale di Essen, competente sul caso.

“L’altro giudice, che si occupa di questo caso, non è qui oggi, mi spiace”, dice Hidding in esclusiva a Le Iene. “Ma ho tutte le informazioni necessarie”.

Per la prima volta ci rivela una notizia che potrebbe compromettere l’esito di tutta la procedura: “L’anno scorso, nel dicembre 2018 poco prima di Natale, una mozione presentata dalla difesa dei due condannati vuole archiviare tutto”. Si tratta di Harald Espenhahn (amministratore delegato di Thyssenkrupp all’epoca dei fatti), condannato a 9 anni e 8 mesi, e di Gerald Priegnitz (ai tempi consigliere d’amministrazione), che dovrebbe scontare 6 anni e 10 mesi.

Il giorno dopo la pronuncia della sentenza, i due manager tedeschi si trovavano nel loro Paese di origine. Le autorità italiane hanno quindi richiesto a quelle tedesche di procedere all’arresto dei due manager e di portarli in Italia. La richiesta è stata subito rifiutata in quanto i due condannati rivendicano il diritto di scontare la propria pena in Germania.

“L’atto prevede che la sentenza italiana non sia legalmente eseguibile in Germania”, ci dice Hidding. Sono passati esattamente 11 anni dal rogo della Thyssenkrupp di Torino in cui morirono carbonizzati sette operai. Quattro manager italiani stanno scontando le loro pene, mentre i due tedeschi sono a piede libero.  

Nei mesi scorsi Alessandro Politi ha tentato di mettersi in contatto con Harald Espenhahn, e qualche mese prima con Gerald Priegnitz. In entrambi i casi non ha ricevuto alcuna risposta.

 

Guarda qui sotto i due servizi di Alessandro Politi sul caso della Thyssenkrupp.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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