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Vannini, Speciale Iene/4: uno sparo che diventa “un buchino” | VIDEO

Mentre Antonio Ciontoli dice al 118 che Marco si è ferito con un pettine, nessuno della famiglia interviene per smentirlo. L’auto di papà Antonio era parcheggiata in mezzo alla strada o non lo era, come sostiene una vicina di casa? Quarta parte dello Speciale Iene con Giulio Golia e Francesca Di Stefano

L’ennesimo mistero, ovvero la telefonata di Antonio Ciontoli al 118. 

Nella prima parte vi abbiamo parlato di indagini e soccorsi in ritardo, nella seconda del colpo di pistola mortale dell'ipotesi di una lite tra Marco e Martina la sera della tragedia e nella terza di quello che è successo dopo lo sparo.

Che le condizioni di Marco non fossero proprio tranquille è confermato dalle urla strazianti del ragazzo, che si sentono durante la seconda chiamata al 118 fatta a mezzanotte e sei minuti proprio da Antonio Ciontoli.

Una chiamata nella quale Antonio dice che il ragazzo, nella vasca da bagno, si è bucato con un pettine a punta e si è fatto “prendere dal panico”. Quando l’operatrice gli chiede che segni ha sul corpo, lui risponde: “E’ un buchino”.

Quando la pm chiede conto al processo di quella dichiarazione, Antonio Ciontoli dice: “E’ la prima cosa che mi è venuta in mente, non so perché gliel’ho detta. Non volevo che questa cosa uscisse, volevo farlo io direttamente al dottore”

Perché nessuno della famiglia, durante quella chiamata, interviene per dire la verità all’operatrice? Perché non erano accanto a lui, hanno riferito i figli al processo ma, ascoltando bene quella chiamata, si sentono distintamente le loro voci in sottofondo.

“Sono stanca di tutte queste cazzate, come un cane me l’hanno ammazzato”, dice a Giulio Golia mamma Marina.

E c’è ancora un ultimo punto che non torna, ovvero il particolare che riferisce la vicina Maria Cristina. La macchina di Antonio Ciontoli, racconta la donna, quella sera non sarebbe stata parcheggiata come sempre davanti al passo carraio di casa, e Maria Cristina l’avrebbe vista solo una volta arrivata l’ambulanza. E quella macchina, spiega ancora la donna che non è mai stata sentita dagli inquirenti, era  ferma proprio al centro della strada, in una posizione assolutamente anomala.

Una circostanza che viene confermata anche da un altro vicino di casa: “Abito qui da 20 anni e non avevo mai visto prima la macchina di Antonio Ciontoli parcheggiata in mezzo alla strada”.

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