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“Sfregiato con l'acido e abbandonato dallo Stato”: William scrive a Giuseppe

Dalle pagine del settimanale “Oggi” William Pezzullo, sfregiato 7 anni fa dalla sua ex, scrive una lettera accorata a Giuseppe Morgante, che ha subìto la stessa sorte per mano di Sara Del Mastro. Noi de le Iene abbiamo raccontato la storia di entrambi

“Perché chi ti devasta il corpo e rovina la vita è accusato di lesioni gravi e non di tentato omicidio?”

A parlare è William Pezzullo, il ragazzo che Le Iene avevano incontrato con Matteo Viviani e che nel 2012 a Brescia è stato sfigurato al volto da un secchio pieno di acido lanciato dalla sua ex fidanzata insieme a un complice (clicca qui per vedere il servizio). 

William si rivolge, attraverso le pagine del settimanale “Oggi” a Giuseppe Morgante, nuova vittima di un attacco con acido da parte di una ex, aggredito qualche giorno fa da Sara Del Mastro, con cui aveva avuto una brevissima relazione e di cui Veronica Ruggeri ci ha appena raccontato tutta la storia allucinante nel servizio che vi riproponiamo qui sopra.

“Sciogliere con l’acido il volto di una persona significa compiere un omicidio d’identità perché il volto è la nostra identità, ci distingue da ogni altra persona”, dice William, che dopo aver subito ben 37 interventi e la beffa di dover pagare le spese processuali dei suoi aggressori che erano nullatenenti. 

William spiega di non avere più cuoio capelluto in due parti della testa e di non avere più le orecchie. Polemizza sul tema dei risarcimenti dello Stato: “Ci si riempie la bocca dicendo che esiste un fondo per le vittime, ma il fondo è vuoto, non c’è un euro. Io non ho ricevuto alcun aiuto dallo Stato, nemmeno quando ho chiesto a tutti gli enti possibili una mano per trovare lavoro”.  

“La mia ex è stata condannata a 8 anni e ha fatto solo 3 mesi di prigione perché era incinta ed è stata collocata in una comunità”, scrive, lanciando una proposta: “Mi farebbe piacere offrire la mia esperienza, suggerire gli ospedali migliori e fare tutto quello che è nelle mie possibilità. Giuseppe, ti sono vicino”.

 

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