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Yulin 2019, portati in salvo cani e gatti dal macello cinese | VIDEO

Davide Acito, appena rientrato dalla missione Yulin 2019, si occupa delle adozioni dei cuccioli salvati dal festival cinese della carne di cane nell’estate scorsa. Alcuni cuccioli aspettano ancora una casa!

“Siamo arrivati a Milano Malpensa!”. Davide Acito non si ferma mai e, appena rientrato dalla missione Yulin 2019 per salvare quanti più cani possibile dal macello cinese, si sta occupando dei cuccioli salvati nella missione Yulin 2018. “Smaltiamo le adozioni un po’ alla volta”, spiega Acito contattato telefonicamente dalla nostra redazione. Con la sua associazione Action Project Animal (clicca qui per sostenerla) e la fondazione Elisabetta Franchi si prende cura dei cani che vengono salvati dal macello cinese. “Dobbiamo ancora dare in adozione sette cani della missione della scorsa estate. Arrivano tutti dal nostro rifugio Island Dog Village nel nord della Cina e vengono portati in un rifugio a San Giuliano Milanese”. Tra questi cani, come si può vedere nel video qui sopra, c’è anche un Rottweiler, Deye, portato qui dalla Cina perché lì questa razza è proibita. “In Cina le razze bandite sono più di 150”, spiega Acito. “Sono illegali perché magari qualche cane di quella razza può aver morso altri cani o il padrone e quindi decidono di proibirle. Vengono a prenderti il cane a casa e te lo uccidono. Deye non viene dal macello perché quando il padrone l’ha abbandonata prima che finisse al mercato l’abbiamo salvata noi”.

Ma tanti sono i cani che vengono strappati da una fine orribile, che noi de Le Iene abbiamo documentato nel reportage di Giulia Innocenzi e Francesca Di Stefano sul mercato della carne di cane in Cina (clicca qui per vederlo). “Quest’anno abbiamo salvato oltre 60 cani”, dice Davide Acito. “Grazie anche allo staff medico della fondazione Franchi siamo riusciti a tenere in vita oltre il 90% dei cani. Più dell’anno scorso”.

E non sono solo i cani a essere vittime di quella che in Cina viene considerata una tradizione. Anche i gatti subiscono lo stesso trattamento. Una questione culturale, certo, come da noi è considerato normale mangiare il maiale o il coniglio. Ma di una crudeltà inaudita: cani e gatti vengono presi con un punzone di ferro per il collo, bastonati per essere storditi, e poi sgozzati sulla strada. Senza alcun rispetto delle condizioni igieniche. “Mimì è stato salvato in un macello con 700 gatti e adesso abbraccerà la sua famiglia a Milano Malpensa”, dice Davide Acito nel video che vedete qui sotto, mentre abbraccia il gattino durante il viaggio.

A Yulin c’è stato qualche cambiamento rispetto all’anno scorso? “Quest’anno ho notato una maggior attenzione mediatica da parte degli altri paesi. Ci sono meno cani destinati al macello rispetto agli anni scorsi anche se è importante sottolineare che quest’anno un decreto proibisce ai venditori del mercato di mettere le gabbie fuori, visibili. È un decreto che è valido da una settimana prima del festival fino a una settimana dopo. Quindi l’impressione per chi riesce a entrare è che ci siano pochissimi cani. Purtroppo non è così e le gabbie vengono tirate fuori solo al momento della vendita. La prova del nove l’avremo quando, in tempi non sospetti, torneremo nel mercato di Yulin, che è attivo tutto l’anno, e scommetto che ci saranno più cani. Lo fanno per non dare a stranieri e giornalisti delle prove per accusarli della mattanza di questi cani”.

Intanto, qualcosa per fortuna si sta muovendo. In una mossa senza precedenti, l'Ambasciata italiana a Pechino ha chiesto che il festival di Yulin "possa cessare al più presto". Lo ha fatto con una dichiarazione preceduta da un incontro con alti funzionari diplomatici cinesi, spiega la Farnesina contattata da Iene.it, in cui l'Ambasciata italiana ha reiterato "la sua ferma condanna di ogni forma di violenza e maltrattamento nei confronti degli animali da compagnia",  dando "voce alle sensibilità manifestate da tanti cittadini italiani". 

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