>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Alzheimer, un test per scoprirlo con 20 anni di anticipo | VIDEO

La scoperta arriva dagli Usa: un test del sangue che rivela i segnali dell’Alzheimer anche 20 anni prima che compaia potrebbe essere disponibile negli ospedali tra tre anni. Voi lo fareste? Con Giulio Golia ci siamo occupati più volte di questa terribile malattia

Se oggi aveste la possibilità di sapere se tra 20 anni avrete l’Alzheimer, vorreste saperlo? Non è una domanda puramente teorica, tra tre anni potrebbe essere più concreta che mai. Dagli Stati Uniti arriva infatti un passo in avanti molto importante su questa patologia devastante, che porta progressivamente alla perdita della memoria e alla demenza degenerativa. Tra tre anni gli ospedali potranno disporre di un kit che con una semplice analisi del sangue può individuare i segnali dell’Alzheimer anche 20 anni prima che si manifesti. L'articolo è stato pubblicato ieri, 28 luglio, sul sito del Journal of American Medical Association. Come riporta il Corriere della Sera, la stima è che da qui al 2050 il numero di persone affette da Alzheimer nel mondo salirà da 30 a 100 milioni. In Italia oggi si stima che siano 600mila.

Attenzione, il test sanguigno non è una cura, ma uno strumento di diagnosi molto precoce che permette di sapere se chi fa il test presenta i segnali di questa malattia terribile. Devastante per chi la vive, ma anche per i familiari. Ve ne abbiamo parlato più volte con il nostro Giulio Golia, che ha incontrato molti malati, non solo anziani. La Iena è stata per due anni di fila all’Alzheimer Fest: qui il primo servizio. Nell'autunno scorso ha conosciuto Paolo, colpito da una forma precoce di Alzheimer. Paolo ha 47 anni e due figli e ci ha raccontato quanto possa essere terribile questa malattia, come potete vedere nel secondo servizio qui sopra: “Non sono più la persona di prima. Mi sento sempre spaesato, come in una pagina bianca. Mi fermo e cerco di aggrapparmi da qualche parte, magari si potesse tornare a essere un pochino sveglio”. I riferimenti scompaiono, non ci si ricorda più a che cosa serva un semplice oggetto. E vedere tutto questo negli occhi di una persona consapevole di quello che sta vivendo fa venire la pelle d’oca. Attorno a Paolo c’è anche il figlio di 10 anni che ci racconta come gli sta accanto: “Mi sento un po’ triste perché sarebbe bello avere un papà senza questa brutta malattia”.

Il kit che sarà disponibile tra tre anni metterà le persone di fronte a un fondamentale interrogativo: se tutto questo si potesse sapere in anticipo, vorreste saperlo?

Ultime News

Vedi tutte
Loading