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App Immuni, 10 giorni per inserire i dati. Dal governo: “Non ci risultano disservizi” | VIDEO

Perché sull’app Immuni ci sono solo 999 casi registrati su oltre 155mila attualmente positivi in Italia? Giulio Golia ha provato a contattare il presidente del Consiglio, i ministeri e anche l’azienda che l’ha sviluppata per capire se funziona davvero. Per il ministero dell’Innovazione non ci sono disservizi

L’app Immuni è un’esperienza abbastanza disastrosa perché non la si sta facendo funzionare. Nonostante i 9 milioni di download, a oggi gli utenti che hanno segnalato la loro positività sono stati 999, nonostante siano più di 155mila gli attuali positivi. 

Dopo averci mostrato come funzionano alcuni test rapidi (qui il servizio), Giulio Golia ci racconta la sua odissea: 10 giorni per caricare i dati dopo che è risultato positivo al Covid. Un periodo di tempo troppo lungo che renderebbe inutile l’utilizzo dell’app visto che invece deve tracciare i contatti velocemente.

Oltre al caso di Giulio, ci sono state intere regioni che non avevano il servizio come il caso Veneto: solo 5 giorni fa si è scoperto che i dati non venivano caricati. E intanto il governo sbandierava il successo dell’app. 

Ma allora quanto funziona? Ogni positivo viene contattato da un “tracciatore” che chiede i contatti delle persone incontrate nelle ultime 48 ore che possono essere potenzialmente infette e quindi vanno messe in quarantena. Ma nel meccanismo del contact tracing c’è un problema: “Va molto bene se i casi sono pochi, se invece sono tanti va in sovraffollamento”, dice il microbiologo Andrea Crisanti. “Ogni persona ha una rete di contatti a cui può aver trasmesso l’infezione, tra i 10 e i 15”. 

A giugno erano 8.966 i tracciatori, dopo tre mesi sono aumentati di soli 275 unità. Ora le Asl sono obbligate a caricare i dati su Immuni, ma come si fa se non c’è abbastanza personale? 

Lo abbiamo chiesto al governo a partire dal presidente del Consiglio Conte e dal ministro della Salute Speranza passando dal viceministro Sileri, dal commissario Domenico Arcuri fino all’azienda che ha sviluppato Immuni. Dal ministero per l’Innovazione e la digitalizzazione, a cui fa capo la ministra Paola Pisano, otteniamo risposta non dalla ministra ma dall’ufficio stampa. L’app tecnicamente funziona ed è la stessa tecnologia utilizzata dai Paesi europei”, ci dicono dall’ufficio stampa del ministero. “Non ci risultano disservizi dagli utenti iscritti che sono risultati positivi attribuibili ad aspetti tecnologici e quindi di nostra competenza”. 

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