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App Immuni, Golia ci ha messo 10 giorni per segnalare la sua positività. Funziona davvero?

Perché sull’app Immuni ci sono solo 902 casi registrati, sugli oltre 134mila attualmente positivi in Italia? Giulio Golia ha provato a contattare il presidente del Consiglio, i ministeri e anche l’azienda che ha prodotto Immuni per capire se funziona davvero. Ma per il ministero dell’Innovazione non ci sono disservizi

Quanto funziona l’app Immuni sul tracciamento dei contatti positivi al Covid? Ce lo stiamo chiedendo da qualche giorno con Giulio Golia, anche lui alle prese con il coronavirus, che è riuscito a inserire i propri dati solo dopo 10 giorni dal tampone che lo ha dichiarato positivo.

Attualmente in Italia sono 134mila i positivi: da quando esiste l’app, però, solo 902 utenti hanno caricato l’informazione di positività su Immuni, l’app scaricata su 9 milioni di dispositivi. Come è possibile? Forse ci sono degli intoppi nel completare il complesso iter di segnalazione della positività? La Iena ha provato a chiederlo ai nostri politici a partire dal presidente del Consiglio Conte e dal ministro della Salute Speranza passando dal viceministro Sileri, il commissario Domenico Arcuri fino all’azienda che ha prodotto Immuni.

Solo dal ministero per l’Innovazione e la digitalizzazione, a cui fa capo la ministra Paola Pisano, otteniamo risposta. “L’app tecnicamente funziona ed è la stessa tecnologia utilizzata dai Paesi europei”, ci dicono dall’ufficio stampa del ministero. “Non ci risultano disservizi dagli utenti iscritti che sono risultati positivi attribuibili ad aspetti tecnologici e quindi di nostra competenza”. 

Il caricamento dei dati e la verifica del reale funzionamento dell’app vengono eseguiti in modo rapido ed efficiente? Nel servizio della scorsa settimana (qui il video), Giulio Golia ci ha mostrato un’attesa infinita a centralini e numeri verdi. 

Ha iniziato chiamando l’Asl, che ci ha rimandato alla centrale operativa del distretto Covid, da cui però non ha ottenuto risposto. Intanto i giorni passano dal primo tampone positivo, così Giulio Golia ha contattato il servizio clienti dell’app Immuni che gli ha risposto di chiamare il 1500 ovvero il numero del ministero della Salute attivo 24 ore su 24. Al primo tentativo è caduta la linea finché gli risponde un operatore che lo ha messo in attesa di un operatore di secondo livello. A questo punto lo rimandano al dipartimento di Igiene dell’Asl, ma ci sono ben 40 utenti in attesa. Alla fine Giulio riesce a inserire i propri dati nell’app, così tutti i suoi contatti stretti delle ultime 48 ore hanno ricevuto la notifica. Ma un conto sarebbe stato segnalarlo dieci giorni prima e non così dopo quando per molti è addirittura finito il periodo di quarantena fiduciaria

È davvero questo il funzionamento e l’efficacia di Immuni?

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