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App Immuni un successo? Finora ha trovato 13 positivi | I DATI

Scaricare Immuni è importantissimo, ma per adesso i numeri dell’app non sembrano molto confortanti: solo il 20% della popolazione l’ha scaricata, le notifiche inviate sono 8.300 e solo 13 positivi sono stati rintracciati grazie all’app

“Altro che Immuni, altro che tracciamento: è fantascienza”. La dura accusa dell’ex candidato a presidente della Liguria, adesso consigliere regionale, Ferruccio Sansa, è sembrata un fulmine a ciel sereno contro l’app di tracciamento scelta dal governo per la lotta al coronavirus. Mentre i partiti di maggioranza festeggiano i numeri via via crescenti di download dell’applicazione, Sansa – che ha contratto il coronavirus - ha detto che l’Asl gli avrebbe risposto “non sappiamo cosa bisogna farne” di Immuni.

Una versione che è stata smentita dall’Asl3 ligure, che ha affermato di aver rispettato il protocollo previsto nei casi di positività al Covid-19. Ma che ha riacceso una domanda: l’app Immuni sta funzionando? Il numero crescente dei download è davvero significativo?

Per capirlo bisogna leggere i dati: al 9 ottobre, secondo i numeri forniti dalla pagina ufficiale di Immuni, sono 8 milioni e 140 mila i download dell’app. Se ogni download corrispondesse a una persona fisica, circa il 20% di chi poteva scaricarla l’avrebbe fatto. Ma c’è un ma da sottolineare subito: il numero di download non corrisponde necessariamente al numero di persone che l’hanno scaricata. E’ infatti possibile che un cittadino scarichi l’app, la rimuova e poi la scarichi nuovamente. Oppure che l’app sia scaricata su più dispositivi in uso alla stessa persona.

Non sappiamo quindi quante siano effettivamente le persone che hanno scaricato Immuni. E soprattutto, non sappiamo quante persone una volta scaricata l’app l’abbiano mantenuta o l’abbiano correttamente installata: il governo, sentito da Agendadigitale.eu, sostiene di non aver accesso a quel dato. Il che ovviamente è un grosso problema: se l’app è scaricata e non installata, è come non averla affatto. Il lato positivo, almeno, è che il numero dei download è in crescita: a inizio settembre erano poco più di 5 milioni di download, oggi sono oltre 8. Ma purtroppo senza sapere quanti di quegli 8 milioni siano effettivamente attivi, il dato dice poco o nulla di quanto stia effettivamente funzionando Immuni.

Per capirlo allora è meglio leggere altri numeri: quante sono le persone risultate positive che hanno inserito i loro dati nell’app? Quante hanno ricevuto un alert per il contatto con un positivo? Quante hanno scoperto di aver contratto il coronavirus grazie a Immuni? Secondo quanto risulta sul sito di Immuni, al 9 ottobre sono 477 gli utenti che hanno scoperto di essere positivi e hanno caricato le loro chiavi di backend per avvertire i contatti a rischio. Perché, occorre ricordarlo, Immuni non comunica direttamente questa informazione ai suoi utenti: deve essere la persona risultata positiva ad attivare la procedura.

Le notifiche inviate dall’app per i contatti a rischio sono state 8.300. E – secondo quanto riporta Agendadigitale.eu - le persone che hanno scoperto di essere positive grazie al contact tracking di Immuni sono 13, erano 8 un mese fa secondo quanto riporta Agi: per fare il confronto, sarebbe lo 0,22% dei positivi registrati ieri dal bollettino della Protezione civile. Ma quel numero, 13 positivi, si riferisce all’intero periodo di funzionamento dell’app, quindi dal 15 giugno in tutta Italia. Da quel giorno sono state 112.204 le persone contagiate dal coronavirus: di queste lo 0,01% sono state trovate grazie a Immuni.

Insomma, non sembra si possa parlare di un grande successo. Ovviamente è fondamentale ricordare che l’app Immuni dovrebbe essere scaricata da tutti, che è sicura ed è uno strumento in più per cercare di contenere i nuovi casi di coronavirus tornati a esplodere in tutto il Paese. In questi giorni avete visto appelli a scaricare Immuni: un appello che facciamo nostro, perché più siamo a scaricarla più sarà facile trovare e circoscrivere i nuovi focolai. E far migliorare i numeri poco confortanti e i difetti del sistema che vi abbiamo raccontato con Luigi.

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