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Beirut, il presidente del Libano: “Possibile aggressione esterna con missile o bomba” | VIDEO

Il presidente libanese Aoun rilancia anche l’ipotesi di un attacco o un attentato per le gigantesche esplosioni di martedì nella capitale Beirut che hanno provocato almeno 157 morti: "Ho chiesto le immagini aeree al presidente francese Macron"

“La causa delle esplosioni ancora non è stata determinata, esiste la possibilità che si sia prodotta un’interferenza esterna attraverso un missile, una bomba, o una qualsiasi altra azione”. Tre giorni dopo le due gigantesche esplosioni che hanno devastato il porto di Beirut martedì 4 agosto, come vedete nel video qui sopra, il presidente libanese Michel Aoun rilancia anche l’ipotesi di un attacco o di un attentato, dopo che finora ci si era concentrati soprattutto sull’incidente con le 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate nel 2013 da una nave russa battente bandiera moldava e rimaste da allora in un deposito.

Aoun non esclude in una conferenza stampa l’ipotesi dell’interferenza esterna pur sottolineando che quella principale resta quella del nitrato di ammonio mal immagazzinato. Il presidente libanese ha detto di aver chiesto le "immagini aeree delle esplosioni" al suo omologo francese Emmanuel Macron che ha appena visitato la capitale libanese: “Se non le hanno, chiederemo ad altri paesi per determinare se si sia trattato di un attacco esterno”.

Il bilancio delle vittime è salito intanto ad almeno 157 morti, tra cui anche una donna italiana di 92 anni, e oltre 5.000 feriti. Le esplosioni, attorno alle 17 del 4 agosto, hanno devastato la zona del porto con l'innalzarsi sulla città di un inquietante fungo che ricordava quelli atomici

Finora ci si è concentrati su 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, confiscate al porto nel 2013 , lasciate in un deposito e tenute da allora lì per sei anni non in condizioni di sicurezza. Parliamo di una sostanza usata per i fertilizzanti, ma anche per i fuochi d’artificio, come propellente per i razzi e come esplosivo, per esempio dai suprematisti bianchi americani nel 1995 nell’attentato di Oklahoma City, che ha provocato 168 morti, o in moltissimi casi nelle recenti guerre in Siria, Afghanistan e Iraq. 

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