Bici vietate sui treni, protesta dei rider in Lombardia: “Così perdiamo il lavoro” | VIDEO
Da qualche giorno in Lombardia sono vietate le biciclette sui treni di Trenord per evitare assembramenti. Una decisione che va a discapito di tutta l’utenza, ma soprattutto dei rider che ogni giorno si spostano per garantire le consegne a domicilio a Milano. Ora hanno chiesto con urgenza un tavolo per affrontare questa nuova emergenza
“Se non possiamo portare la bici sui treni per noi significa non lavorare”. Sale la protesta dei rider che da qualche giorno in Lombardia non possono più portare le loro biciclette a bordo dei convogli di Trenord.
"Negli ultimi giorni dopo il lockdown, il fenomeno dei rider metropolitani ha raggiunto livelli numerici insostenibili a ogni ora del giorno”, spiegano la società di trasporti in una nota. “Si verificano veri e propri assalti ai treni con centinaia di biciclette, che pregiudicano la sicurezza dell'esercizio ferroviario e rendono impossibile il mantenimento delle distanze imposte per il post-Covid19 fra i posti disponibili”. Sono disponibili la metà di quelli a sedere e solo il 15% di quelli in piedi dall’inizio di maggio quando è partita la Fase 2.
Il divieto di trasportare biciclette però è un problema per le centinaia di rider che ogni giorno si spostano verso Milano per garantire le consegne a domicilio. Venerdì sera, primo giorno con in vigore questa nuova disposizione, ci sono stati momenti di tensione. “La Polizia ha detto che per stasera non si applica la nuova norma, ma ci sarà un accompagnamento graduale che vuole dire che non sappiamo che cosa succederà…”, spiegano alcuni rider nel video che potete vedere qui sopra. Non sembra praticabile neppure l’alternativa di lasciare le biciclette nelle stazioni milanesi. “Rischiamo di non trovarle più il giorno dopo…”, aggiungono. Il giorno dopo alcuni di loro hanno smontato le loro bici lasciando i pezzi qua e là per Milano.
La decisione non va a discapito solo dei rider, ma anche della totalità dell’utenza di Trenord che viaggia per lavoro ma anche per turismo sui loro treni. Al momento, la società consente il trasporto solo di monopattini e biciclette pieghevoli.
“Chiediamo al Prefetto di Milano, a Regione Lombardia e al Comune di Milano di convocare immediatamente e con urgenza un tavolo con Trenord per giungere al più presto a una risoluzione del problema”, spiegano in una nota da Deliverance Milano. “Pretendiamo risposte, sia dalle istituzioni che da Trenord che stanno creando un danno e un disservizio a tutta la comunità e all’utenza del trasporto pubblico locale”. Intanto anche Legambiente ha chiesto alla società di trasporti "l'immediata revoca di un provvedimento gravemente discriminatorio, oltre che inspiegabilmente senza data di termine”.
In queste settimane di lockdown i rider hanno continuato a lavorare giorno e notte. Tra loro c’è Giovanni che ci dice che cosa significa fare questo lavoro a 57 anni mentre proseguono le indagini sul caporalato in questo settore. Vi abbiamo raccontato la sua storia nella nostra striscia digital “Iene.it, aspettando Le Iene”, clicca qui per il servizio.