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Muore bodybuilder a Venezia: un altro nome nel (troppo) lungo elenco di culturisti morti giovani | VIDEO

Alberto Clementi è stato trovato morto in casa della fidanzata. Aveva 49 anni. I carabinieri hanno sequestrato alcune fiale e le hanno inviate a un laboratorio per essere analizzate. Il nome del bodybuilder si va ad aggiungere al troppo lungo elenco di culturisti morti giovani, un tema di cui noi ci siamo occupati in passato

Il bodybuilder Alberto Clementi è morto a Caorle, in provincia di Venezia, dopo aver avuto un malore nella casa della fidanzata. Aveva 49 anni, e sul suo corpo non sarebbero stati presenti segni di violenza. Secondo quanto riportano vari media, i carabinieri di Portogruaro hanno sequestrato alcune fiale che contenevano delle sostanze e le hanno inviate a un laboratorio per essere analizzate.

Non c’è, allo stato attuale, alcun collegamento tra la morte del culturista e le fialette sequestrate dai carabinieri. La prossima settimana sarà eseguita l’autopsia sul corpo dell’atleta: la procura di Pordenone ha disposto gli accertamenti necessari a capire l'effettiva causa del decesso.

Quel che è certo, però, è che Alberto Clementi va purtroppo ad aggiungersi al troppo lungo elenco di bodybuilder che sono morti giovani. Lo scorso anno vi abbiamo parlato del caso di Daniele Pozzi, che aveva appena 23 anni, trovato senza vita in una stanza d’albergo dopo una gara di bodybuilding a Padova.

Si trattava di un atleta pluripremiato, che in quella competizione aveva vinto ben 4 medaglie. E soprattutto era la terza vittima nel mondo del bodybuilding in appena 3 mesi. Un altro bodybuilder, Giancarlo Pesci di 44 anni, è stato trovato morto il 21 agosto 2019 tra siringhe, fialette e medicinali. E su Anna Milite, di 46 anni, i medici scoprirono che il suo corpo era imbottito di steroidi: è morta per un tumore il 28 luglio dello scorso anno. 

Noi de Le Iene avevamo intervistato Gabriello Castellacci, tecnico e maestro dello sport del Coni, che da anni conduce una sua personale crociata contro il doping: “Nel culturismo il doping è davvero molto diffuso, quelli che vengono scoperti sono solo una piccolissima percentuale. È un cancro che tocca tutto lo sport, non solo il body building”, ci aveva detto.

“La mia è una guerra psicologica al fenomeno del doping, perché si diffonda una cultura vera sui danni enormi che queste sostanze possono provocare”, aveva aggiunto. “Mi è successo di ricevere chiamate di body builder citati nella mia pagina Facebook e sul mio sito, che mi invitavano a togliere il loro nome. Ma io continuo a pubblicare”.

Una piaga, quello del doping, che purtroppo non riguarderebbe solamente il mondo degli adulti: “E’ un fenomeno immenso, che sempre di più sta toccando anche i giovanissimi, parliamo di ragazzini di 16 o 17 anni”, ci aveva spiegato Castellacci.

Del tema del doping nel mondo del bodybuilding si era occupato il nostro Alessandro Politi, nel servizio che potete vedere in testa a questo articolo

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