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Calenda attacca il Codacons, che annuncia: "Quereliamo". E Fedez esulta | VIDEO

L’ex ministro ha pubblicato sui social un video in cui pone una serie di domande al Codacons, dai finanziamenti pubblici fino ai rapporti con Mps e Autostrade. L’associazione non ci sta e replica punto su punto, annuncia querela e rivolge a sua volta alcune domande al leader di Azione. Uno scontro all’arma bianca in cui entra anche Fedez: ecco i punti salienti della battaglia

Emerge un quadro davvero inquietante”. Sintentizza così le sue domande al Codacons Carlo Calenda, l’ex ministro del governo Renzi e ora europarlamentare e leader di Azione. In un video pubblicato su Twitter, Calenda analizza le attività e fa una serie di domande all’associazione dei consumatori e al suo presidente, Carlo Rienzi: dai presunti finanziamenti pubblici che il Codacons riceverebbe, ai rapporti con Autostrade per l’Italia e Monte dei Paschi di Siena, e tanto altro. Domande a cui il Codacons ha risposto e rilanciato, inviandone a sua volta a Calenda

Le domande, contenute in un video di sei minuti che potete ascoltare cliccando qui, non si limiterebbero però solo al video sui social: secondo quanto detto dallo stesso Calenda, sarà anche presentata un’interrogazione parlamentare all’attuale ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, per portare le questioni sollevate in Parlamento. Un’iniziativa, quella di Calenda, che ha sollevato un polverone e ha raccolto il plauso di Fedez: “Finalmente un politico italiano, Carlo Calenda, si è mosso e ha fatto un'indagine approfondita nei confronti del Codacons”, ha detto il cantante che con il Codacons ha avuto in passato uno scontro che noi di Iene.it vi abbiamo raccontato qui.

Intanto sono arrivate le risposte del Codacons ai punti sollevati da Calenda. Non solo risposte in realtà, perché l’associazione si è lanciata in un contrattacco al leader di Azione: “La nostra replica alle sue domande è finalizzata unicamente a spiegare al “ministro dei fallimenti” come e perché si beccherà per il suo video una seconda querela”, si legge nel comunicato del Codacons.

Nel lungo elenco di domande fatte dall’ex ministro, ce ne sono alcune particolarmente importanti: “Perché, come ha scritto il Fatto Quotidiano, nel 2018 ha rinunciato alla costituzione di parte civile nel processo nel processo agli ex dirigenti del Monte dei Paschi di Siena?”, chiede Calenda. “E perché nello stesso periodo la banca ha firmato una transazione da 732mila euro con lo stesso Codacons per finanziare i progetti promossi dall’assocazione dei consumatori? E perché nella stessa transazione la banca ha versato al Codacons 612mila euro per spese legali e 291mila euro direttamente a Rienzi? Se tutto questo fosse vero, sarebbe non grave ma gravissimo”.

Su questo punto il Codacons replica: “Sull’accordo con Mps poteva semplicemente andarsi a leggere la rettifica inviata al Fatto Quotidiano e pubblicata sul web dove tutto è trasparente e spiegato perfettamente, ivi compreso l’onorario pagato all’avvocato Rienzi come parte citata personalmente e con intento estorsivo e violento da Mps in un giudizio di risarcimento da 30 milioni di euro che ha richiesto una difesa di 10 avvocati e periti, che sono anche stati sottopagati con quel modesto compenso complessivo di euro 291mila”.

Ma lo scontro tra il Codacons e Calenda non si ferma qui. Anche sui rapporti con Autostrade per l’Italia e la presunta benevolenza dell’associazione Calenda non si tira certo indietro: “Quali sono i rapporti tra Codacons e Autostrade per l’Italia, visto che lo stesso Codacons ha conferito nel 2016 il Premio Consumatore per il Rispetto della Legalità e delle Regole sulle Strade a Giovanni Castellucci, allora amministratore delegato di Autostrade per l’Italia? Perché il Codacons ha espresso così poche critiche nei confronti di Autostrade per l’Italia, neanche per eventi controversi come il crollo del Ponte Morandi? Il Codacons ha una relazione con Autostrade?”.

La risposta del Codacons è altrettanto dura: “Lo dovremo querelare per le insinuazioni sui rapporti del Codacons con le aziende in generale e in particolare con Autostrade per l’Italia. Tale società e il bravissimo ingegner Castellucci hanno inventato la Consulta per la sicurezza stradale, una struttura di tutti gli stakeholder che hanno voce sul delicato tema della sicurezza e che è riuscita a introdurre il Tutor sulle autostrade italiane, portando al dimezzamento di incidenti e morti sulle strade, e a lui siamo molto grati”. 

E non solo: “Dovremo querelarlo per aver insinuato che siamo stati benevoli verso i responsabili, peraltro ancora non accertati, del crollo del ponte Morandi. Se avesse cercato sul web in meno di un secondo si sarebbe accorto che il Codacons è l’unica associazione ammessa come parte civile in quel processo penale. Quindi o Calenda non sa leggere, o ha voluto omettere questa informazione con l’intento evidente di diffamare il Codacons”.

Altro punto su cui Calenda va all’attacco del Codacons è il servizio di supporto psicologico attivato dall’associazione durante l’emergenza del Covid: “Perché il costo del servizio del Codacons per l’assistenza legale e psicologica per l’emergenza Coronavirus è di quasi 1 euro al minuto di chiamata? Come giustificare tale costo? Per di più, quali sono le competenze degli operatori che rispondono alle chiamate? Perché il costo della chiamata rimane lo stesso anche negli orari in cui gli operatori non sono disponibili? Far pagare il consumatore per ascoltare una registrazione è corretto? Usando il Covid?”.

“Per quanto riguarda il servizio di assistenza psicologica, questo è realizzato da  bravissime psicologhe che collaborano con l’associazione”, replica il Codacons. “Psicologhe di cui Calenda, nel suo video, ha messo in dubbio la professionalità e le capacità, e anche per questo sarà querelato, forse dalle stesse psicologhe”. Sui costi del servizio telefonico, invece, “se Calenda vorrà farsi carico di rispondere alle migliaia di richieste telefoniche dei cittadini e lo farà gratis, gli saremo grati in eterno. Il Codacons ha realizzato un servizio telefonico di assistenza ai consumatori, che purtroppo ha dei costi che non possono essere affrontati unicamente dall’associazione, non godendo la stessa di alcun fondo”.

Nelle sue domande, Calenda attacca il Codacons anche sui finanziamenti pubblici che a suo dire prenderebbe senza però dirlo: "Perché il Codacons afferma di non ricevere finanziamenti pubblici quando risulta che abbia ottenuto centinaia di migliaia di euro in contributi dalle Pubbliche Amministrazioni?”. Anche qui, il Codacons contrattacca: “Dovremo querelare Calenda perché continua ad affermare che il Codacons percepisce fondi pubblici ma non ci spiega quali, e anche in questo dovrebbe essere più preciso e dire che non è l’associazione a prendere fondi pubblici, ma tutte le associazioni per legge avviano e realizzano progetti sociali per i cittadini”.

Insomma, un vero scontro all’arma bianca di cui qui vi abbiamo riportato alcuni dei passaggi più importanti. Che non sembra però destinato a fermarsi qui: il Codacons infatti, oltre alle risposte a Calenda, lancia a sua volta una serie di domande legate all’attività dell’ex ministro dello Sviluppo economico.

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