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Cani e gatti mai più “commestibili” in Cina, finalmente! | VIDEO

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Dopo che la città di Shenzhen ne ha vietato il consumo, l’intero territorio cinese definisce la carne di cani e gatti non più commestibile. Resta ancora una battaglia molto importante, quella per far chiudere l’inferno dei “mercati umidi”, dove decine di specie di animali vengono macellati davanti a tutti, tra promiscuità e sporcizia. E da dove, forse, sarebbe partito il COVID-19

Una vittoria storica per i diritti degli animali e per la civiltà: per la prima volta la Cina bandisce cani e gatti dalla lista degli animali commestibili.

Dopo il divieto imposto dalla popolosa città di Shenzhen, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo, il ministero dell’Agricoltura cinese esclude la carne di cane e gatto dalla lista di carni animali destinate alla tavola. 

“Per quanto riguarda i cani, insieme al progresso della civiltà umana, alla preoccupazione pubblica e all'amore per la protezione degli animali, sono stati specializzati per diventare animali da compagnia e a livello internazionale non sono considerati bestiame e non saranno regolati come tali in Cina”, spiega la nota che accompagna la storica decisione.

A febbraio, sull’onda della pandemia da COVID-19, la Cina ha vietato temporaneamente il commercio e il consumo alimentare degli animali selvatici, da cui potrebbe essere derivata la pandemia di coronavirus

Secondo “Humane Society International”, associazione animalista statunitense che lotta da anni contro questo barbaro mercato, oltre 10 milioni di cani sarebbero uccisi ogni anno in Cina per essere mangiati

Qualche giorno fa era arrivata la richiesta della responsabile per la Biodiversità delle Nazioni Unite, Elizabeth Maruma Mrema, che chiedeva di mettere al bando in tutto il mondo i cosiddetti "mercati umidi", ovvero quei tremendi luoghi, affollati e sporchi, dove si vendono animali vivi che vengono macellati sul posto.

"Se non ci prendiamo cura della natura, sarà la natura a prendersi cura di noi", ha dichiarato Mrema. Questi mercati umidi, secondo il Daily Mail, sarebbero ancora in perfetto funzionamento e affollati di compratori, nella città di Guilin. Una circostanza quest’ultima però difficile da verificare.

La dichiarazione di Mrema arriva pochi giorni dopo il lancio della petizione di Animal Equality diretta proprio all'Onu, che chiede la chiusura immediata di questi mercati: “Con la nostra petizione internazionale in otto paesi abbiamo raccolto più di 200.000 firme in quattro giorni, a dimostrazione dell’interesse crescente della popolazione per questo tema molto importante e pericoloso, se non affrontato. È provato che i wet market siano il terreno fertile in cui avviene lo spillover tra virus da animali selvatici a esseri umani, e se vogliamo evitare le prossime pandemie globali e inutili crudeltà estreme su animali selvatici e da allevamento è ora di agire subito. Non abbiamo più tempo, la natura parla chiaro”.

Vi abbiamo anche mostrato un terribile video, girato da investigatori dell'associazione, nel quale si vedono cervi, procioni, coccodrilli e cani che vivono in condizioni igienico-sanitarie inaccettabili

“Se prendi gli animali selvatici e li metti in un mercato con animali domestici o altri animali, dove c'è la possibilità per un virus di fare il salto di specie, stai creando una super autostrada per i virus per passare dall’animale selvatico all'uomo. Non possiamo più tollerarlo. Voglio che i wet market siano chiusi per sempre”, ha detto Ian Lipkin, esperto di malattie infettive. E secondo il Centers for Disease Control and Prevention, “3 su 4 delle nuove o emergenti malattie infettive provengono dagli animali”.

Noi de Le Iene vi abbiamo raccontato per primi il mercato della carne di cane e gatto in Cina, con l'inchiesta di Giulia Innocenzi e Francesca Di Stefano. E unico fra tutti i paesi europei, l'Italia si era espressa contro questo terribile mercato. Davide Acito, attivista impegnato a salvare i cani e gatti dalla macellazione nei paesi asiatici, ha commentato: "Questo è un grande passo verso la vittoria. Il passo finale sarà vietarne anche il consumo, proprio come ha fatto la città di Shenzhen, dove dal primo maggio non si potrà più mangiare carne di cane e di gatto, chiudendo definitivamente la macellazione di questi animali. Quando tutta la Cina si allineerà alla decisione esemplare di Shenzhen allora si potrà parlare della grande vittoria che tutti stiamo aspettando. Siamo fiduciosi che avverà molto presto, per il momento rimaniamo come sempre in prima linea”

Acito grazie alle sue lotte è riuscito a salvare centinaia di cani e a ottenere delle risposte dalle istituzioni, e non ha intenzione di fermarsi. Uno di questi cani salvati dalla Cina, una dolcissima Rottweiler di nome Deye, sta ancora aspettando di essere adottata! Potete rivedere la sua storia cliccando qui e chiederla in adozione scrivendo a redazioneiene@mediaset.it.

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