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Carlo Gilardi compie 90 anni, il nostro appello a Mattarella: regaliamogli la libertà | VIDEO

La cartella clinica di Carlo Gilardi sarebbe stata modificata una seconda volta. Lo sostiene la fonte interna alla rsa in cui da 25 giorni si trova l’anziano benefattore di Lecco. Siamo tornati a parlare con la sua amministratrice di sostegno. In queste ore Carlo compie 90 anni, Nina Palmieri si appella nuovamente al presidente della Repubblica per regalargli la libertà che sembra richiedere

Hanno cambiato un’altra volta la cartella clinica”. A sostenerlo è una nostra fonte interna alla rsa, dove da 35 giorni si trova Carlo Gilardi. Il 4 dicembre è il suo compleanno, ma i suoi 90 anni non li festeggia nel suo paese e nella sua casa, ma in quella che lui forse vive come una prigione da 3mila euro al mese. 

È sparita la parola tso, ora c’è scritto solo ricovero sociale breve in reparto psichiatrico. Ora vogliono far passare che sono andati a prenderlo con carabinieri e ambulanza e l’hanno messo nel reparto di psichiatria dell’ospedale per motivi sociali, ma non prendiamoci in giro!”, sosteneva la nostra fonte nel quarto servizio di Nina Palmieri (qui il video). 

Assicurava di avere anche le prove di quello che diceva con le fotografie dei documenti nella prima e nella seconda versione. Tutto questo sarebbe avvenuto contrariamente a quello che ci ha sempre detto la sua amministratrice di sostegno. “Confermo che stiamo lavorando per farlo tornare velocemente a casa”, sostiene infatti l’avvocato Elena Barra.

Ora quella cartella clinica sarebbe stata cambiata nuovamente secondo quanto sostiene la stessa fonte. “È successo martedì pomeriggio, oggi dice ‘ricovero in rsa deciso da amministratore per sua tutela al fine di agevolare l’esecuzione di screening per Sars-Cov2. L’amministratore ha optato per breve ricovero a carattere sociale in spdc’”. 

Proprio di questa cartella clinica abbiamo parlato con l’avvocato Barra che abbiamo incontrato nel suo studio. “Non ci sono aggiornamenti e non ho accesso ai documenti della rsa che è un atto interno, quindi non sono al corrente di questa cosa. Confermo che non è stato fatto un tso”, ha detto Barra che è l’amministratrice di sostegno di Carlo. 

Ma proprio il direttore sanitario della rsa, Andrea Millul, ci aveva detto che “la cartella non è un atto pubblico, solo poche persone hanno accesso: ossia chi ci lavora, il signor Gilardi, l’amministratrice di sostegno e il giudice”. L’avvocato Barra ribadisce anche che è sempre stato un ricovero temporaneo, ma le nostre fonti invece sostengono altro: “Ricovero definitivo e paziente contrario, pure questo è nero su bianco”. 

A questo punto l’avvocato precisa che “forse è stato indicato ricovero definitivo perché non c’era la data di uscita dalla struttura. Non c’è una data di dimissione che dipende da una serie di circostanze che non sono nella mia disponibilità. All’ingresso era stato concordato con il signor Carlo che era una situazione temporanea in attesa di liberare le sue case”. 

Ma allora lo ripetiamo: perché gli è vietato qualsiasi contatto con il mondo esterno a parte qualche eccezione? Perché vietare alla famiglia di Carlo di accedere al fascicolo? Rinnoviamo il nostro appello al presidente della Repubblica: in queste ore Carlo compie 90 anni, gli regali la libertà. 

Carlo, benefattore in rsa

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