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Carlo Gilardi, il suo caso sul Corriere della sera: "1.290 euro per la bici dell'ex amministratrice" | VIDEO

Davide Parenti, fondatore de Le Iene, firma un articolo per il Corriere della sera in cui spiega la vicenda di Carlo Gilardi, il novantenne facoltoso e generoso rinchiuso in una Rsa contro la sua volontà

Il caso di Carlo Gilardi è finito oggi sul Corriere della sera. È la prima volta che un quotidiano nazionale si occupa del novantenne di Airuno, in provincia di Lecco, che è stato rinchiuso in un ospizio contro la sua volontà. Stasera Nina Palmieri ci racconterà gli sviluppi della vicenda, con novità legate proprio alla gestione del patrimonio dell'anziano facoltoso e altrettanto generoso (qui sopra potete vedere l'ultimo servizio su questa vicenda andato in onda).

Come ha spiegato Davide Parenti, il fondatore de Le Iene, sulle pagine del quotidiano di via Solferino, del momento in cui Carlo è stato prelevato da casa sua "sappiamo che Elena Barra, l'amministratrice di sostegno, aveva in mano un ordine del giudice con tanto di autorizzazione all'uso della forza pubblica per effettuargli un accertamento sanitario obbligatorio. Sappiamo per certo che Carlo non voleva andare in Rsa: da una registrazione di quel giorno lo si sente, disperato, gridare a ripetizione la propria volontà: 'Io voglio la mia libertà che mi avete sottratto'; da testimoni interni all'Rsa sappiamo che, appena ricoverato, per protesta ha iniziato uno sciopero della fame". 

Anche la direzione dell'Rsa è chiamata in causa nella vicenda perché, spiega Parenti, "insieme all'amministratrice Barra, ha mentito sulla durata del ricovero, sostenendo che sarebbe stato temporaneo, mentre da subito si prevedeva un ricovero a fine vita; tanto che la cartella clinica di Carlo viene modificata per ben due volte nell'arco di 40 giorni: da 'Tso in Spdc deciso da amministratrice' a 'ricovero sociale breve in Spdc', fino a 'ricovero in Spdc' al fine di agevolare l'esecuzione di screening per Sars-CoV-2".

E stasera a Le Iene, nel nuovo servizio di Nina Palmieri, vi racconteremo delle novità legate alla gestione del patrimonio di Gilardi. Sul Corriere, infatti, Parenti spiega che "il fascicolo della situazione patrimoniale di Carlo è a oggi ancora tenuto segreto. Nonostante le innumerevoli richieste, né il suo avvocato né l'avvocato dei familiari hanno potuto accedervi. Siamo riusciti a entrare in possesso di una parte della documentazione e quello che emerge sono grandi movimentazioni di denaro negli ultimi tre anni, e una serie di bonifici per acquisti di beni che non sono in possesso né in uso di Carlo e di cui lui non conosce nemmeno l'esistenza, compresa una bici elettrica da 1.290 euro che sta usando la sua precedente amministratrice di sostegno, l'avvocata Adriana Lanfranconi. In diverse e recenti lettere Carlo denunciava il timore che qualcuno lo volesse chiudere in un ospizio per gestire liberamente i suoi soldi e manifestava anche la volontà di rendere pubblico il suo caso chiedendo aiuto alla stampa. A luglio, proprio per questi timori, si era sottoposto spontaneamente a una perizia psichiatrica che ne aveva certificato l'integrità mentale e psichica". 

Un centinaio di cittadini ha manifestato sabato scorso fuori dalla Rsa dove si trova rinchiuso Carlo. Siamo in tanti, infatti, ad aver a cuore le sue sorti. "Al di là degli accertamenti giudiziari", spiega ancora Parenti sul Corriere, "quello che ci muove e ci preoccupa è la situazione in cui si trova Carlo, un uomo gentile che sta soffrendo a causa della propria generosità. È triste pensare che nel nostro Paese sia possibile interdire una persona solo perché decide liberamente di condividere la propria ricchezza con i vicini di casa, i compaesani, altri esseri umani meno fortunati. Vorremmo che chi è in potere di farlo cambiasse il finale di questa storia. Per Carlo, e per tutti noi". 

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