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Shenzhen potrebbe essere la prima città in Cina a vietare di mangiare carne di cane

Il governo della città ha proposto di impedire il vergognoso mercato della carne di cane e di gatto nel Paese: una battaglia che noi de Le Iene sosteniamo da sempre, come vi abbiamo raccontato anche in una puntata della nostra nuova striscia digital

Molto presto Shenzhen, una delle più grandi e ricche metropoli della Cina, potrebbe finalmente dire addio al consumo di carne di cane e di gatto. Il governo della città ha infatti proposto una bozza di normativa che vieterebbe questo ignobile mercato. Il sito della metropoli di Shenzhen ha pubblicato un avviso online, invitando la cittadinanza a esprimersi: non è ancora prevista una data in cui il provvedimento dovrebbe essere approvato.

La municipalità del sud della Cina, nel ricordare che “nei paesi sviluppati cani e gatti sono animali domestici non destinati al consumo”, potrebbe così spingere il resto del Paese ad adottare divieti simili, dopo che la Cina ha recentemente vietato il consumo di carne di animali selvatici quali pipistrelli, serpenti, tartarughe e rane. Il provvedimento del comitato centrale di Pechino nasce in realtà dal tentativo di contenere la diffusione del coronavirus che ha flagellato la Cina.

Il Covid-19 infatti, che in questi giorni è arrivato anche in Italia causando decine di morti e centinaia di contagiati, si pensa possa essere arrivato all’uomo dal consumo di animali selvatici venduti al mercato alimentare di Wuhan, città epicentro dell’epidemia globale. L’eventuale bando del consumo di carne di cani e gatti sarebbe una grandissima notizia per tutti: noi de Le Iene vi stiamo raccontando questo scempio da molto tempo. Ve ne abbiamo parlato anche nella seconda puntata di “Iene.it: aspettando Le Iene”, la nuova striscia digital dalle 20.45 in live streaming sulla nostra pagina Facebook, Iene.it e Mediaset Play prima di ogni puntata de Le Iene.

Con Giulia Innocenzi abbiamo passato la notte di San Valentino dentro un canile con l’attivista Davide Acito. Davide, da sempre impegnato per difendere i diritti degli animali, l’avevamo conosciuto qualche tempo fa in un servizio sul terribile festival di Yulin in Cina. Durante il festival per strada viene venduta e comprata la carne di cane. Sono regioni dove mangiare il cane è culturalmente accettato da molti, anche se sempre più persone si oppongono a questa tradizione. Quello che abbiamo visto a Yulin in quei giorni però è inaccettabile: cani uccisi davanti agli altri cani, macellati per strada e zero rispetto delle più basilari norme igieniche.

Acito grazie alle sue lotte è riuscito a salvare centinaia di cani e a ottenere delle risposte dalle istituzioni, e non ha intenzione di fermarsi. In questo periodo per colpa del coronavirus le sue attività in Cina si sono temporaneamente fermate ma il suo impegno continua qui in Italia, come potete vedere nella puntata in testa a questo articolo. E uno di questi cani salvati dalla Cina, una dolcissima rottweiler di nome Deye, sta ancora aspettando di essere adottata! Potete rivedere la sua storia cliccando qui.

La notizia che arriva da Shenzhen è una grande speranza per noi che da sempre ci opponiamo a questa barbara pratica del consumo di carne di cane. Ora speriamo non solo che questa norma venga approvata dalla città, ma anche che possa essere da esempio in tutta la Cina.

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