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Contratto tra Casaleggio e Philip Morris, ora indaga anche la procura di Milano | VIDEO

Martedì scorso con Antonino Monteleone e Marco Occhipinti vi abbiamo parlato della consulenza da due milioni di euro (50.000 euro al mese per tre anni) pagati da Philip Morris alla società Casaleggio Associati. Abbiamo cercato di parlare con il presidente Davide Casaleggio, presidente pure dell'Associazione Rousseau che esercita un'influenza fondamentale nella vita del Movimento 5 Stelle. Ora anche la procura di Milano indaga su eventuali legami tra quel contratto e la tassazione più “leggera” sostenuta dal M5S nel settore di mercato del tabacco riscaldato, fondamentale per la grande corporation

Indaga anche la magistratura sul contratto milionario tra la Casaleggio Associati e Philip Morris di cui vi abbiamo parlato in onda con Antonino Monteleone nel servizio di martedì scorso che vedete qui sopra. La procura di Milano ha aperto un’inchiesta, secondo quanto riporta La Stampa, per ora senza indagati o ipotesi di reato sulla consulenza da due milioni di euro della società di cui è presidente Davide Casaleggio. L'imprenditore digitale è presidente anche dell'Associazione Rousseau che esercita un'influenza fondamentale nella vita del Movimento 5 Stelle.

L’obiettivo dell’indagine è capire la natura del contratto da 50.000 euro al mese per tre anni forniti da Philip Morris, di cui ha parlato per primo il quotidiano Il Riformista, e se ci possa essere un legame con gli interventi normativi sostenuti dal Movimento 5 Stelle in favore di una tassazione più “leggera” nel settore di mercato del tabacco riscaldato, fondamentale per la grande corporation.

Antonino Monteleone ha cercato di parlare di tutto questo con Davide Casaleggio, come potete vedere qui sopra, con una semplice domanda: per 50mila euro al mese, ogni mese, per tre anni, cosa faceva Casaleggio Associati per Philip Morris Italia? Come risposta abbiamo avuto un attacco preventivo su Facebook, prima della messa in onda, con minaccia di querela. Cliccando qui potete leggere nel dettaglio come sono andate le cose. Siamo stati attaccati perché facciamo il nostro lavoro: fare domande appunto. Nel frattempo ora risulta oscurato uno dei siti che vi abbiamo mostrato nel servizio, ifuriosi.it, che sembrerebbe poter essere riconducibile a Philip Morris.

Casaleggio, cinque ore dopo l’attacco social e sempre prima della messa in onda, con un comunicato ci ha fatto sapere: “In risposta alla domanda del vostro giornalista Antonino Monteleone ribadisco che per policy aziendale Casaleggio Associati non parla dei propri clienti così come non entra nel merito delle attività di consulenza che vengono svolte".

Aspettando l’esito delle indagini aperte ora dalla magistratura sul caso, il fatto che uno dei volti più noti di un movimento politico oggi al governo, che mette in cima ai propri valori quello della trasparenza, si senta disturbato per la semplice domanda di un giornalista continua a lasciarci senza parole. Se per caso Casaleggio volesse scegliere la via della trasparenza e rispondere, noi siamo sempre disponibili.

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