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Coronavirus, Conte chiude gli spostamenti da e per Lombardia e 14 province del Nord

Il presidente del Consiglio presenta poco dopo le 2 di notte il decreto con una serie di misure molto più stringenti per contenere il coronavirus. Riguardano oltre un quarto della popolazione italiana: tutta la regione Lombardia e 14 province di Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Marche. Conte parte dal "vincolo di evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita" e definisce "inaccettabile" la diffusione sei ore prima della bozza del decreto

Arriva in piena notte l'ufficialità della stretta del governo per l’emergenza coronavirus con il blocco degli spostamenti in entrata e in uscita per tutta la regione Lombardia e per 14 province di Emilia-Romagna, Marche, Piemonte e Veneto (Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia). Arriva alle 2.15 con la conferenza stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo che una bozza del decreto era circolato già attorno alle 20.30 (nel video qui sopra potete vedere la fuga da Milano che si è scatenata in serata con treni presi d'assalto alla stazione di Porta Garibaldi). Una domanda rimane senza risposta: il panico alle stazioni ferroviarie di questa notte è stato causato da un conflitto tra le autorità dello Stato? La Cnn avrebbe la risposta (clicca qui per l'articolo). 

Conte definisce “inaccettabile” questa diffusione mentre ancora si stavano raccogliendo i pareri dei ministri e dei presidenti delle regioni. Fatto sta che, dopo le critiche dei governatori della Lombardia, Attilio Fontana, e dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini alla bozza, il premier ne conferma la sostanza presentando la versione definitiva dopo sei ore con alcune differenze.

Vengono create due aree. La prima coinvolge oltre un quarto della popolazione italiana con la Lombardia e le 14 province del Nord Italia di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. Qui vengono applicate misure più restrittive e rigorose, tutte almeno fino al 3 aprile.

Il governo dispone infatti il "vincolo di evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita e anche all'interno dei medesimi territori". Ci si muoverà solo per “comprovate esigenze lavorative”, “situazioni di necessità” e “spostamenti per motivi di salute”. “Fermo restando che è garantito il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza per chi ne avesse la necessità”. La polizia potrà effettuare controlli su questi spostamenti.

La decisione arriva dopo che in sole 24 ore si sono registrati oltre 1.145 malati in più (5.061 il totale, 233 i decessi) e una situazione molto critica nei reparti di terapia intensiva lombardi.

Le misure continuano e sono tutte più stringenti. Chi avrà sindromi respiratorie e più di 37,5 gradi di febbre dovrà restare a casa e chiamare il proprio medico curante, a prescindere dal fatto di essere positivi o no al coronavirus.

Sempre almeno fino al 3 aprile in quest'area sono chiuse scuole e università e sono sospese le attività sciistiche, le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali, e tutti gli eventi sportivi (a parte quelli agonistici, a patto che si svolgano senza pubblico). Sono sospese in genere tutte le attività che possono generare affollamento di persone e rischi di contagio. Chiuse palestre, piscine, cinema, musei e teatri e in genere tutte le manifestazioni organizzate pubbliche e private, comprese quelle di pub, discoteche, sale bingo o sale scommesse.

Sono consentite le attività di bar e ristoranti ma solo dalle 6 alle 18 con obbligo a carico del gestore (pena la sospensione dell'attività) che si possa mantenere la distanza di almeno un metro tra i clienti. Nei giorni festivi e prefestivi verranno chiuse le medie e grandi strutture di vendita e gli esercizi commerciali all'interno di centri commerciali e mercati. Nei luoghi di lavoro di chiede di rinviare le riunioni e di privilegiare lo smart working.

Finisce invece la "reclusione" per Vo' e i comuni del Lodigiano nella zona rossa: qui varranno le stesse misure restrittive previste per la "prima area".

La seconda area in cui viene suddiviso il Paese è quella restante, con le regioni e province rimanenti. Anche qui sono previste nuove misure, anche se meno severe. Sospesi anche in questo caso gli eventi sportivi "a porte aperte", l'attività di cinema, musei, pub, discoteche e locali. Consentita l'attività di ristorazione, con l'obbligo sempre di poter mantenere almeno un metro di distanza tra i clienti. Anche qui chiuse scuole e università.

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