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Coronavirus, l'app inglese: “Oltre 6 milioni di malati”. E in Italia quanti sono davvero?

Il numero ufficiale dei contagiati è molto più basso di quello reale, ma è molto difficile fare una stima precisa di quanti siano gli ammalati effettivi. Dal calcolo inglese a quello tedesco fino alle parole del capo della Protezione civile, ecco quanti potrebbero essere i positivi al coronavirus nel nostro Paese

Quanti sono davvero i malati di coronavirus in Italia? Nessuno lo sa con certezza. Quello che conosciamo è il numero ufficialmente registrato, cioè 74.386 al 25 marzo. Ma quel numero è probabile che sia in realtà molto più alto. Per capirlo è necessario vedere cosa sta accadendo in altre parti del mondo dove più apertamente che da noi si discute della reale diffusione del contagio.

Prima di tutto nel Regno Unito: “Preparatevi a perdere i vostri cari” è l’ormai famosa frase con cui Boris Johnson cercava di spiegare la situazione del coronavirus ai suoi cittadini. Prima della precipitosa e imbarazzante marcia indietro di qualche giorno fa, il primo ministro inglese aveva detto che era necessario che almeno il 60% della popolazione del Regno Unito si ammalasse per sviluppare l’immunità di gregge e fermare il dilagare del virus. Cioè quasi 40 milioni di persone.

Un numero abnorme, e fortunatamente la velocità di diffusione del coronavirus ha spinto il governo a più miti consigli: adesso anche il Regno Unito adotta strategie di contenimento della pandemia. Oggi sono 9.640 i sudditi di Elisabetta a essere ufficialmente affetti da COVID-19, ma c’è chi stima possano essere molti di più. Il King’s College di Londra, infatti, ha sviluppato un’app che permette di registrare i propri sintomi per capire se si è stati infettati dal coronavirus: si chiama “Covid Symptom Tracker” ed è stata scaricata già quasi un milione di volte. E i dati che ha raccolto sono chiari: una persona su dieci mostra sintomi del coronavirus.

Se estendessimo questo dato a tutta la popolazione del Regno Unito, staremmo parlando di 6,6 milioni di casi. Un numero incredibilmente alto rispetto ai 9.640 contagiati ufficiali. Ovviamente bisogna chiarire una cosa: il campione raccolto dall’app non è statisticamente rappresentativo della popolazione, quindi non è automatico che questo rapporto di un malato su dieci sia reale. Però bisogna anche sottolineare come non sia l’unico allarme globale lanciato sul numero effettivo dei malati.

Anche in Germania Angela Merkel aveva parlato di numeri enormi per questa pandemia: "Gli esperti dicono che potrebbe infettarsi fino al 70% della popolazione”, ha detto la cancelliera pochi giorni fa. Cioè oltre 57 milioni di persone. Probabilmente una esagerazione, tanto che il Robert Koch Institute - più meno l’equivalente del nostro Istituto superiore di sanità - aveva corretto il tiro parlando di un rischio di 10 milioni di positivi se la popolazione non rispettasse la quarantena. Considerando che la Germania ha poco più di 82 milioni di abitanti, saremmo intorno al 12% dei tedeschi.

Un numero quindi relativamente simile a quello emerso dall’app sviluppata dal King’s College inglese. E l’Italia? Nessuna istituzione nel nostro Paese si è spinta a ipotizzare quanti siano gli effettivi malati di coronavirus. E’ ormai universalmente accettato che il vero numero dei positivi sia molto più alto di quello registrato, anche per il semplice fatto che i tamponi in molte regioni vengono fatti solo a chi mostra una sintomatologia importante. E per di più ci potrebbero essere molti portatori del virus che hanno nessuno o pochissimi sintomi.

Una situazione di cui sono consci tutti, a partire dalla Protezione civile: “I malati potrebbero essere anche dieci volte più di quelli che registriamo”, ha detto l’altro ieri Angelo Borrelli. Cioè per ogni positivo al coronavirus ce ne sarebbero altri 9 sommersi. Per l’infettivologo Bassetti il numero reale sarebbe tra le 10 e le 20 volte quello registrato dall’Iss. 

Quindi, quanti sono davvero i malati nel nostro Paese? E’ impossibile saperlo con certezza. Quello che possiamo fare è confrontarlo con i dati di cui vi abbiamo parlato prima. Ebbene, se l’app del King’s College inglese avesse ragione e la stessa situazione ci fosse in Italia, sarebbero intorno ai 6 milioni i nostri connazionali già contagiati. Cioè ottanta volte tanto il numero ufficiale.
Se invece guardiamo all’allarme dell’istituto Koch tedesco, saremmo a rischio di avere 7,2 milioni di persone infette nel nostro Paese: quasi cento volte la stima attuale dei contagi. Se infine ci affidassimo alle parole del capo della Protezione civile Angelo Borrelli, saremmo intorno ai 750mila casi: una stima evidentemente più prudenziale rispetto alle precedenti.

Se questi numeri possano essere realistici o meno, lo scopriremo solo molto più avanti: quello che possiamo fare per adesso è continuare a rispettare le indicazioni del governo per il contenimento dell’epidemia e sostenere chi lotta ogni giorno per salvare vite umane. Noi de Le Iene ci siamo uniti alla raccolta fondi di Cesvi a sostegno dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, tra i più colpiti dalla pandemia del coronavirus. Per scoprire come sostenere il personale sanitario in prima linea clicca qui.

La Lombardia, che ha appena imposto l’uso della mascherina o comunque di una protezione del volto per chi esce di casa, è la regione con più casi di coronavirus e le province di Milano, Bergamo e Brescia sono le più colpite. Ma non è qui che oggi crescono di più in percentuale i contagi: ecco quali sono le zone dove il Covid-19 si diffonde più velocemente

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