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Coronavirus, vietato lasciare comune in cui ci si trova. Calano nuovi contagi e morti

Nuova ordinanza che pone un ulteriore divieto per contenere i contagi da coronavirus. Non si potrà lasciare il comune dove ci si trova se non “per comprovate esigenze lavorativa di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”. Intanto i nuovi contagi e i morti di oggi sono in lieve calo rispetto a ieri

Vietato lasciare il comune in cui ci si trova se non per “per comprovate esigenze lavorative di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”. È l’ulteriore stretta che arriva dai ministeri della Salute e dell’Interno per contrastare il diffondersi del coronavirus.

A poche ore dalla conferenza stampa del presidente del Consiglio Conte, i ministri Speranza e Lamorgese hanno emesso nel pomeriggio di oggi un’ordinanza che vieta “a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi pubblici o privati i comune diversi da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorativa di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”. Sono quindi esclusi gli spostamenti per l’acquisto di beni di prima necessità.

La decisione è stata presa nella giornata in cui i nuovi contagi subiscono un lieve calo: i nuovi contagiati sono 3.957 (ieri sono stati 4.821) per un totale di 46.638 attualmente positivo. In lieve flessione anche il numero dei morti: 651 rispetto ai 793 di ieri. Il totale delle vittime da coronavirus è invece di 5.476. Aumenta anche il dato giornaliero dei guariti: oggi sono 952 in più rispetto a ieri.

Nella serata di ieri il premier Conte ha comunicato un ulteriore giro di vite con la chiusura di studi privati e cantieri e di tutte quelle attività ritenute non necessarie. La decisione è arrivata dopo l'ulteriore stretta approvata dalla Lombardia, che ha annunciato la chiusura degli uffici pubblici, negozi, esclusi supermercati e farmaci e, studi professionali e cantieri (leggi qui l'articolo). Vietato praticare sport all'aperto, anche da soli. Le misure saranno valide fino al 15 aprile chi non le rispetta rischia una sanzione da 5mila euro.

esclusiva web

Lo studio della Società italiana di medicina ambientale sul collegamento tra inquinamento e coronavirus, di cui noi vi abbiamo parlato già a marzo, è stato pubblicato sul British Medical Journal confermando le evidenze iniziali: le polveri sottili presenti nell’aria hanno “aperto un’autostrada al coronavirus”. Per prevenire una seconda ondata bisognerebbe usare la “mascherina anche all’esterno dove non fossero assicurate distanze di almeno 6-8 metri”

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