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Covid e 5G, prof negazionista e complottista: avviato un procedimento | VIDEO

È stato avviato un procedimento nei confronti del prof di un liceo di Jesi per aver frasi da negazionista e complottista sul coronavirus. Alessandro di Sarno lo aveva incontrato e ora il dirigente scolastico annuncia l’indagine interna 

È stato avviato un procedimento nei confronti del prof Cesaroni che ha diffuso tramite WhatsApp frasi che sembrano mettere in dubbio l’epidemia da coronavirus. Quelle frasi negazioniste per molti, secondo lui solo, hanno fatto il giro nelle chat degli studenti di un liceo di Jesi. Come potete vedere nel servizio qui sopra, Alessandro Di Sarno ha voluto incontrare il prof Cesaroni per capire. 

La posizione del prof Cesaroni è stata rivista e il fatto è stato ridimensionato”, commenta oggi il dirigente scolastico Floriano Tittarelli, intervistato da una testata locale. “Gli unici genitori che sono venuti da me erano in sostegno del docente”. Ciò non toglie che alcune frasi lasciano molte domande aperte. “Non c’è nessuna emergenza sanitaria, la tv racconta balle su balle”: è una di quelle inoltrate da Cesaroni ai suoi studenti. E ancora: “Tutti i tamponi non servono ad altro che destabilizzare e far credere che ci sia una pandemia, quando un tampone non distingue neanche il tipo di virus Sars da un altro…”.

Frasi che sono diventate virali e hanno creato un gran pasticcio. “Sono provocazioni che ho letto su Internet”, dice Cesaroni a Le Iene. Più che provocazioni sembrano affermazioni. E ne ha anche contro il vaccino: “Vi inietteranno nanoparticelle capaci di interagire con segnali 5G per il controllo della vostra salute. Ognuno faccia ciò che vuole ma ricordatevi che qualcuno vi aveva avvertito”. Insomma, c’è già una sua conclusione, che non sembra voler aprire una discussione come invece sosteneva il prof. 

Da me non sono venuti docenti o ragazzi scandalizzati o arrabbiati per quei messaggi che sono stati compresi dai destinatari perché inseriti nel loro contesto”, ha aggiunto il preside Tittarelli. “Il mezzo e le modalità scelte dal prof non sono probabilmente le più idonee e per questo c’è un iter procedurale che richiederà parecchio tempo prima di arrivare a un esito”. 

Ma il prof Cesaroni non è l’unico a essere finito al centro della polemica per alcune frasi sul Covid. Altri due suoi colleghi di Melfi che dopo aver parlato di dittatura e di bavaglio a proposito della mascherina, avrebbe anche offeso una studentessa, dandole della “mezza scema” e “covidiota” e arrivando ad augurarle il cancro. Un suo collega, in realtà il marito, poi aveva parlato di una “fanta-pandemia”. Alessandro di Sarno, nel servizio qui sopra, è andato a trovare anche loro.

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