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“Il Covid ci ha impedito di dire addio a nostra madre: per favore, mettete la mascherina”

La pandemia di coronavirus ha colpito tantissime persone, e purtroppo non solo quelle coinvolte direttamente dal virus. Camilla e Nicole hanno perso la loro mamma per un tumore in questi terribili mesi, e le restrizioni imposte alle visite in ospedale hanno reso loro difficilissimo dirle addio: “Abbiamo deciso di impegnarci per convincere i giovani a essere responsabili: ci vuole davvero poco per indossare la mascherina e proteggere gli altri"

“Ho potuto vedere mia mamma solo dieci minuti per dirle addio: vi prego, siate responsabili e indossate la mascherina”. Camilla ha 24 anni e durante questi terribili mesi ha perso sua madre. Un tumore se l’è portata via, ma la pandemia ha reso molto difficile per i suoi cari starle accanto nell’ultimo tratto di vita: “In ospedale ci sono regole ferree per contenere i contagi, potevamo vederla una sola persona alla volta un’ora al giorno. Ma se viene ricoverata una nuova persona, bisogna farle il tampone e le visite saltano fino al giorno dopo”.

Anche per la sorella Nicole la situazione è stata difficile: “Quando è stata ricoverata non ho potuto vederla per due giorni, e quando ti dicono che le restano due settimane di vita diventa quasi una tortura”. Anche nelle giornate successive il loro calvario è continuato: “Potevo entrare solo io, 40 minuti al giorno”, racconta Nicol. “Dall’ospedale poi la mamma è stata trasferita in un hospice, dove solo due parenti potevano entrare ma uno alla volta: un giorno io, un altro mia zia”. 

Come spiegare a una mamma che non può dire addio all’altra sua figlia, al fratello e alla sorella? “Ho supplicato la suora della struttura per farle incontrare almeno Camilla”. Che riesce a dirle addio, ma “solo per dieci minuti”, ci racconta la più piccola delle sorelle. “Nostra nonna, la mamma di nostra mamma, non ha potuto salutarla. E’ in una casa di cura, noi non la possiamo abbracciare da febbraio”. Quando poi la madre se n’è andata, “al funerale eravamo costrette a dire ai parenti di uscire per far entrare qualcun altro, uno strazio”.

Camilla e Nicole, però, non ci hanno contattato per lamentarci: “Tutti i lavoratori dell’ospedale e dell’hospice fanno un lavoro incredibile e con noi sono stati più che comprensivi”. Il loro obiettivo è cercare di convincere i giovani, i loro coetanei, a rispettare le norme per prevenire il riaccendersi della pandemia: “Vedere certe immagini di giovani in discoteca tutti attaccati senza mascherina, che si passano le bottiglie, fa male”, ci dicono.

“Si parla solo di discoteche chiuse o aperte, ma ci sono tante persone negli ospedali che purtroppo sono malate di altre patologie e che devono rispettare le stesse restrizioni dei contagiati dal coronavirus”, ci dicono. E hanno ragione, perché purtroppo la pandemia non ha messo in stand by tutte le altre malattie. “Nelle sale di aspetto degli ospedali c’è pieno di persone disperate che non possono abbracciare i loro cari”.

Camilla e Nicole hanno un obiettivo, di convincere quanti più persone possibile e soprattutto i giovani a rispettare le norme di buon senso per contrastare la pandemia: “Ai ragazzi diciamo: mettetevi la mascherina, rispettare le regole, perché le vostre azioni possono avere un impatto sulla vita di tantissime altre persone”. Una lotta che hanno portato sui social: “Abbiamo deciso di impegnarci per convincere i giovani a essere responsabili: ci vuole davvero poco per indossare la mascherina e proteggere gli altri”. Un appello a tutti che ci sentiamo di far nostro: proteggete voi stessi e le persone che vi stanno intorno.

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