Elena Aubry, morta per colpa di una buca: indagati 3 funzionari del Comune di Roma | VIDEO
Tre funzionari del Comune di Roma sono indagati per la morte di Elena Aubry, la ragazza morta appena 25enne in un incidente lungo la Ostiense a Roma. Con Cristiano Pasca abbiamo raccontato la sua storia e la battaglia che da quel giorno sta portando avanti la mamma che chiede verità sugli ultimi istanti di vita della figlia
Ci sono almeno tre indagati per omicidio colposo per la morte di Elena Aubry, la ragazza morta due anni fa in un incidente in moto per una maledettissima buca lungo la Ostiense a Roma. Con Cristiano Pasca abbiamo raccontato la sua storia e la battaglia che da quel giorno sta portando avanti la mamma della ragazza morta ad appena 25 anni nel servizio che potete rivedere qui sopra.
Le persone finite indagate lavorano al X Municipio e al Dipartimento Simu del Campidoglio, che si occupa proprio di manutenzione stradale. Nell’ultimo anno le indagini sono proseguite serratissime per ricostruire anche in 3D gli ultimi istanti di quel drammatico incidente. Gli inquirenti hanno sentito anche alcuni testimoni che per primi sono arrivati sul punto della tragedia. “Ci sono i primi indagati per la morte di Elena che quella strada sia la causa della sua morte, mi pare sia fuori da ogni dubbio”, commenta Graziella Viviano, la mamma che chiede verità sugli ultimi istanti di vita della figlia. “Non provo odio personale verso nessuno, ma giustizia. Un processo stabilirà dei principi che devono essere oggettivi. E il principio in questa vicenda è che la strada non deve uccidere, né Elena, né nessun altro, mai più”.
C’è anche un altro indagato in questa vicenda. Si tratta di un pregiudicato italiano accusato di aver rubato le ceneri della giovane (qui l’articolo). Proprio a Iene.it, la mamma aveva lanciato il suo appello per ritrovare l’urna. A casa dell’uomo, sono state rinvenute anche centinaia di fotografie. Si tratterebbe di un collezionista seriale di immagini di giovani ragazze morte e tumulate in diversi cimiteri.
“Io non potrò più sorridere”, dice Graziella. “Mi è stata tolto molto più della mia vita che sarei disposta a dare, anche adesso, se questo servisse a riportare Elena. Ma, malgrado tutto, non provo odio per nessuno”.