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Codacons contro Fedez, la pm chiede l'archiviazione della querela per diffamazione: “Infondata” | VIDEO

La pm di Milano Francesca Gentilini, come riportato dal Corriere della sera, ha chiesto di archiviare la querela per diffamazione presentata dal Codacons contro il rapper Fedez, parte di uno scontro che noi vi abbiamo raccontato sin dall’inizio sentendo i diretti interessati. Per la pm quelle del cantante, che ha appena ricevuto con la moglie Chiara Ferragni l’Ambrogino d’oro, sono state critiche “tutt’altro che peregrine”.

 

La pm di Milano Francesca Gentilivi ha chiesto l’archiviazione della querela per diffamazione presentata dal Codacons contro il rapper Fedez “per manifesta infondatezza della notizia di reato”. Lo riporta il Corriere della sera. La querela è parte di in un lungo scontro tra il Codacons e i “Ferragnez”,  che noi di Iene.it vi abbiamo raccontato sin dall’inizio e che potete vedere nel video sopra.

Stando a quanto anticipato dalle pagine del Corriere della Sera, per il magistrato le critiche mosse dal cantante, marito di Chiara Ferragni, all’associazione dei consumatori sarebbero state “tutt'altro che peregrine". Per la pm la risposta di Fedez era “giustificabile, pertinente e continente rispetto all’iniziativa del Codacons, che era finalizzata a paralizzare” la raccolta fondi aperta in sostegno dell’ospedale San Raffaele.

Una vicenda che noi di Iene.it abbiamo seguito sin dall’inizio, raccogliendo i punti di vista dei contendenti. Carlo Rienzi, il presidente del Codacons, aveva acceso i riflettori su Gofundme, la piattaforma tramite la quale Chiara Ferragni e Fedez avevano raccolto 4 milioni di euro da destinare all’ospedale San Raffaele di Milano. Una raccolta tra l’altro che in questi giorni è valsa alla coppia la consegna del riconoscimento più ambito di Milano, l’Ambrogino d’Oro.

La piattaforma online Gofundme aveva applicato alle donazioni di quella campagna in favore dell’ospedale l’opzione della commissione del 10%, che il Codacons aveva ritenuto “ingannevole”.

In un’intervista a Iene.it, Rienzi aveva spiegato: “Ci hanno segnalato che quando si donava alla colletta da loro organizzata la piattaforma si teneva il 10%. Allora abbiamo fatto un esposto all’Antitrust, che ha fatto un provvedimento cautelare di sospensiva immediata. Sul fondo ovviamente, non su Fedez o la Ferragni. Noi abbiamo fatto una diffida per far togliere quel 10% e loro lo hanno tolto immediatamente. Un grande risultato di cui noi siamo felicissimi. Fedez e Ferragni forse dovevano avere un po’ più attenzione”.

Dopo l’esposto, lo scontro tra le parti si era spostato sui social. Fedez aveva risposto il 27 marzo su Instagram, prima ironizzando: "Perché non propongono il 41bis? E perché non mi accusano anche di omicidio?". Poi replicando punto per punto alle accuse e puntando a sua volta il dito contro l’associazione: "Sono basito. Non è una guerra fra me e Codacons: sta cercando di bloccare tutte le raccolte fondi su Gofundme, forse non sanno che è la piattaforma più usata al mondo per le raccolte"

E poi aveva aggiunto: “Questa è l’associazione che dovrebbe garantire tutela e trasparenza al consumatore e che invece viene a fare le pulci a me e a mia moglie”. In una lunga diretta dal suo profilo Instagram, il rapper aveva detto: “Vogliono bloccare tutte le raccolte fondi fatte da privati, tutti i milioni di euro per gli ospedali pubblici. Sono allibito!”.

La querela era partita a seguito delle parole di Fedez verso la stessa associazione dei consumatori: “Sul sito del Codacons c’era una campagna contro il coronavirus. Ma quando uno ci clicca sopra, i soldi finiscono magicamente alla vostra associazione”, sostiene Fedez. “E allora siete voi a doverci dire dove cazzo finiscono i soldi che vi danno le persone…”. Le critiche di Fedez erano “tutt’altro che peregrine”, secondo la pm che ha chiesto l’archiviazione della querela, dato che c’erano indagini della Polizia e un’interrogazione parlamentare e visto che il Codacons ha corretto il suo sito sulla campagna.

Fedez aveva poi spiegato che Gofundme aveva già deciso di destinare le commissioni in oggetto alla loro iniziativa, prima ancora che il Codacons avviasse la propria battaglia e l’Antitrust intervenisse imponendo di eliminarle.

Noi di Iene.it avevamo anche sentito Elisa Finocchiaro, manager del Sud Europa di Gofundme: “Gofundme si finanzia attraverso le mance che lasciano gli utenti nel momento in cui donano. Una scelta completamente facoltativa. I 4 milioni raccolti con questa campagna sono un record non solo italiano, ma anche europeo. Ed è stato bello vedere che sono già stati aperti 60 posti di terapia intensiva”.

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