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La minaccia dell'Isis: “Torniamo a combattere: il nemico è Israele” | VIDEO

Un audio messaggio del sedicente stato islamico annuncia la ripresa di una campagna di terrorismo: “L’obiettivo è Israele”. Con Marco Maisano siamo entrati nella mente di un jihadista belga convertitosi all’Islam, andato a combattere nelle fila dell’Isis in Siria

“Inizia una nuova fase della nostra lotta, l’obiettivo è Israele”. Il sedicente stato islamico torna a farsi sentire, dopo l’uccisione da parte di un drone Usa del suo fondatore, l’autoproclamato califfo Abu Bakr al Baghdadi (raid del quale vi abbiamo mostrato, a questo link, il filmato).

Un ritorno alle armi, quello dell’Isis, con un messaggio audio registrato con molta probabilità dal portavoce dell’Isis, che indica in Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi il nuovo capo dell’organizzazione terrorista. E che minaccia di “lanciare una nuova fase", con importanti operazioni contro quello che definisce “l’obiettivo principale”: lo Stato di Israele

Tante volte, nei nostri servizi, vi abbiamo parlato di Isis e di lotta al terrorismo. Lo abbiamo fatto con Pablo Trincia, che ha intervistato un testimone d’eccezione, un uomo coraggioso che ha rischiato la vita per far conoscere al mondo il volto sanguinario del sedicente stato islamico. Si tratta di Omar Mohammed, blogger di “Mosul Eye”, che per anni è stato l’unica fonte da cui tutto il mondo ha potuto  conoscere le esecuzioni, gli agguati, gli attentati suicidi compiuti a Mosul, in Iraq.

“Di giorno ero una persona diversa, con un’altra personalità. Ma quando tornavo a casa, iniziavo a scrivere sul blog e diventavo Mosul Eye”, ha raccontato il blogger.

“Gli omosessuali venivano buttati giù dai tetti, i cristiani crocifissi in mezzo alla strada, lapidazioni, decapitazioni e torture, per qualsiasi motivo. Le esecuzioni erano diventate veri show per tutti, girati a volte come dei film. Ho visto dei bambini giocare a calcio, in mezzo alla strada, con le teste dei cadaveri”.

Con il reportage di Gaston Zama vi abbiamo poi raccontato del “Rambo iracheno”, un soldato diventato famoso dopo esser stato filmato mentre spara con una mitragliatrice in spalla senza indietreggiare. Grazie alla somiglianza con il noto Rambo interpretato da Sylvester Stallone, Ayyub Faleh al Rubaie è diventato una sorta di leggenda tra coloro che si oppongono all’Isis. I racconti delle sue gesta di guerra parlando addirittura di 1.500 jihadisti uccisi. Racconti probabilmente esagerati, ma che hanno contribuito ad accrescere la sua leggenda, tanto da essere soprannominato Azrael come il biblico Angelo della morte.  

Con Marco Maisano abbiamo poi incontrato Yunis, un giovane belga convertitosi all’islam e andato a combattere per lo stato islamico in Siria.  E la sua è una testimonianza (che potete rivedere sopra) sconvolgente, il racconto di una mente obnubilata dal delirio estremista dell’Isis.

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