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Massacro dei Rohingya in Myanmar: l'Onu condanna il genocidio | VIDEO

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L’Onu vota una condanna dei massacri del governo del Myanmar contro la minoranza musulmana dei Rohingya, di cui ci ha parlato nel suo reportage Gaston Zama. La giunta militare: “Una mossa per colpire il governo”

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione che condanna le violazioni dei diritti umani ai danni della minoranza musulmana dei Rohingya in Myanmar, l’ex Birmania.

Una risoluzione che chiede tra l’altro al governo di favorire il ritorno dei rifugiati e di mettere in campo azioni per limitare l’incitamento all’odio contro questa minoranza, oggetto di un vero e proprio massacro tra il 2016 e il 2017, come vi abbiamo raccontato nel servizio di Gaston Zama che vi riproponiamo sopra.

La risoluzione condanna gli arresti arbitrari, gli stupri etnici, le torture e la morte in cella di numerosi appartenenti alla minoranza musulmana dei Rohingya, costretta per la gran parte a fuggire nel vicino Bangladesh. Per il rappresentante all’Onu del Myanmar la risoluzione è “l’ennesima dimostrazione del doppio standard applicato alle regole sui diritti umani, per esercitare pressione sulla politica del Paese”.

Solo qualche settimana fa, come vi abbiamo raccontato in questo articolo, il premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi aveva difeso davanti alla Corte penale internazionale dell’Aja il regime: “È profondamente sbagliato e controproducente parlare di genocidio contro i Rohingya in Birmania".

Era stato il Gambia, uno stato africano a maggioranza musulmana, ad accusare apertamente di genocidio il Myanmar. La donna, che ha scontato 15 anni di carcere proprio per colpa della giunta militare, ora che è considerata di fatto la nuova premier ha difeso il suo paese.

Stando alle prove raccolte dall’Onu, migliaia di Rohingya sarebbero stati massacrati e centinaia di migliaia sarebbero stati costretti a fuggire nel vicino Bangladesh, come ci ha raccontato il reportage di Gaston Zama, che vi riproponiamo qui sopra e che ha raccolto le voci di alcuni sopravvissuti.  

“Ci stavano bruciando le case e siamo scappati qui”, racconta un bambino costretto a vivere nel campo profughi. “Sparavano, bruciavano tutto e ci picchiavano”, dice un altro. Li abbiamo incontrati facendoci accompagnare da Suor Cristina, vincitrice dell’edizione del 2014 del talent show tv The Voice of Italy, per “riparare” al fatto che Papa Francesco non aveva nominato i Rohingya durante la sua visita in Myanmar. Con lei abbiamo raccolto le testimonianze di chi è fuggito da un genocidio sistematico.  

 

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