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Il dramma delle schiave del sesso nigeriane durante il lockdown: “Lasciate a morire di fame” | VIDEO

Un’inchiesta del Guardian racconta la terribile sorte a cui sono state costrette le schiave sessuali nigeriane durante il lockdown per il coronavirus. Una tragedia, quella della schiavitù imposta a queste donne, che noi de Le Iene vi avevamo raccontato con Roberta Rei

La pandemia di coronavirus ha messo in difficoltà tutto il mondo, non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico. A soffrirne di più sono state le categorie meno protette, quelle che hanno meno possibilità di far sentire la propria voce. E tra loro ci sono anche le persone che vendono il loro corpo per vivere.

Noi de Le Iene abbiamo affrontato il dramma di chi si è trovato all’improvviso senza possibilità di mantenersi con Alice Martinelli, che ci ha raccontato anche la straordinaria rete di solidarietà messa in piedi da alcune associazioni e privati cittadini per sostenere queste persone in un periodo tanto difficile. 

Una nuova e triste ombra sul destino di alcune di queste lavoratrici, però, è arrivata da un’inchiesta del Guardian, che ha raccontato la sorte toccata alle donne arrivate in Italia dalla Nigeria e costrette a prostituirsi: “I trafficanti di sesso le hanno lasciate alla fame durante il lockdown”, è l’agghiacciante titolo del quotidiano inglese, che ricostruisce la terribile vita a cui sono condannate queste donne.

Secondo il Guardian infatti, delle decine di migliaia di nigeriane arrivate attraverso la Libia nel nostro Paese, più dell’80% è finita vittima di una articolata rete di trafficanti del sesso che le obbligano a prostituirsi. Il ricatto è semplice quanto meschino: vendendo il proprio corpo ripagano debiti fino ai 40mila euro contratti per il viaggio fino in Italia. E se osano ribellarsi, vengono costrette a ubbidire con un mix di violenza e paura della tradizionale ‘magia nera’ a cui sono obbligate a sottoporsi prima di partire.

Vere e proprie schiave sessuali, senza alcun diritto o protezione. E al tempo della pandemia, abbandonate senza alcun ritegno: “I trafficanti non hanno avuto alcun interesse nel dare da mangiare o aiutare le donne nigeriane durante la pandemia”, ha detto al Guardian Alberto Mossino, co-fondatore della onlus Piam. “Agli occhi dei trafficanti queste donne sono subumani, trattate come bancomat che una volta svuotato viene abbandonato”.

Un dramma, quello delle donne nigeriane vittime dei trafficanti del sesso, che noi de Le Iene vi avevamo raccontato con Roberta Rei. La Iena aveva documentato lo sfruttamento della prostituzione di queste donne, costrette a vendere il loro corpo e vittime dei riti voodoo di cui vi abbiamo parlato prima: “Sono venuta qui per pagare il mio padrone”, ha detto una di loro. Nel servizio si può vedere una sorta di ‘giuramento’ che le vittime sono costrette a prestare: “Non creerò nessun problema al mio padrone”, “Non vi fregherò mai”. Potete rivedere il servizio in testa a questo articolo.

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