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Abbonamenti tv pirata: prima denuncia per i clienti di pezzotto e Iptv | VIDEO

Per la prima volta in Italia arriva la denuncia per 223 utilizzatori di abbonamenti pirata a pay tv: ora rischiano fino a 8 anni di carcere e 25mila euro di multa. Con Alessandro Di Sarno abbiamo fatto un viaggio nel business milionario e illegale del “pezzotto”, gestito dalla camorra

Prima denuncia, in Italia, per gli utilizzatori di abbonamenti non ufficiali alle pay tv, una piaga di cui vi abbiamo raccontato nei servizi di Alessandro Di Sarno (l’ultimo lo potete rivedere qui sopra).

Il nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza ha individuato e denunciato 223 persone, che guardavano in maniera del tutto illegale serie tv, eventi sportivi e film. I denunciati, che in caso di condanna subiranno il sequestro dei dispositivi utilizzati per accedere agli abbonamenti “rubati”, rischiano adesso fino a 8 anni di carcere e multe da 25mila euro.

Qualche mese fa, con il blocco della piattaforma di pirateria Xtream Codes, gli inquirenti avevano smascherato un giro da oltre 5 milioni di utenti solo in Italia, per quasi 60 milioni di euro di fatturato illegale.

Poco più di un mese fa poi, in questo articolo, vi avevamo raccontato dell’oscuramento di quindici siti internet, che consentivano illegalmente la visione di partite di Serie A a pagamento. Un’operazione, quella della Guardia di Finanza, che puntava a dare un giro di vite alla vendita illegale del pezzotto.

Con Alessandro Di Sarno abbiamo cercato di capire come funziona e si organizza questo business illegale. Il nostro viaggio è iniziato a Napoli, dove abbiamo incontrato la base di questa piramide illegale: gli installatori. E, se alla base ci sono loro, ai vertici troviamo gli amministratori, cioè le persone che gestiscono la distribuzione e la vendita di tutti gli abbonamenti. Qualche tempo dopo ne abbiamo intervistato uno che era stato arrestato e che rischia la condanna per associazione a delinquere. Queste sono le persone che guadagnano di più all’interno della piramide. “Al mese guadagnavo sui miei 40mila user almeno un euro a user. Entravano circa 40mila euro al mese”. Tra gli installatori e gli admin ci sono i reseller, venditori all’ingrosso di pezzotti che superano mediamente i 1.000 utenti. E aveva aggiunto:"Potevo avere di tutto: orologi, telefoni, computer, viaggi. Ma non potevo intestarmi nulla. Un admin se potesse dichiarare quanto guadagna, non dico Cristiano Ronaldo, ma la vita di un calciatore di serie A può permettersela”.  

Ci siamo poi infiltrati in uno dei gruppi di venditori all’ingrosso più grandi d’Italia e siamo riusciti a ottenere un appuntamento con un reseller.  “Nel mio gruppo siamo in 109”, ci spiega. “Ogni gruppo ha 1.000 utenti”. Si tratterebbe quindi di un giro d’affari da oltre un milione di euro al mese. Ci fingiamo convinti a comprare da lui gli abbonamenti e gli diamo appuntamento nel parcheggio per dargli i soldi in cambio dei codici degli abbonamenti. Invece dei soldi ad aspettarlo c’è il nostro Alessandro di Sarno.

E la reazione del reseller lascia letteralmente senza parole: “Io ho due figli per favore! Non arrivo a fine mese”. Quando la Iena gli chiede per chi lavora, l’uomo, spaventatissimo, risponde: “È un gruppo troppo gigantesco non so neanche io chi sono i capi. Sono flussi che arrivano tutti dall’Europa e anche fuori. Io guadagno 10 euro a abbonamento”. E poi ci parla di “un boss troppo grande, uno che è nel giro da tanti anni, è il proprietario dei flussi”

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