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“Una piazza intitolata a Sfera Ebbasta? Era meglio a mio figlio e alle vittime di Corinaldo” | VIDEO

Per qualche settimana una piazza di Cinisello Balsamo (Milano) porterà anche il nome di Sfera Ebbasta. E questo per la mamma di una delle vittime della strage di Corinaldo vuol dire riaprire ferite mai emarginate, come racconta a Iene.it. L’8 dicembre 2018 cinque ragazzini e una donna sono morti schiacciati in attesa di un dj set del trapper alla discoteca Lanterna Azzurra. I sei giovani componenti della banda che avevano spruzzato spray urticante per rapina e che hanno provocato la calca mortale sono stati condannati il 30 luglio come responsabili della tragica calca con pene da 10 e 12 anni

È un’iniziativa che ci fa imbestialire”. Donatella Magagnini non usa mezzi termini parlando con Iene.it ora che per qualche settimana una piazza di Cinisello Balsamo (Milano) porterà anche il nome di Sfera Ebbasta. Ha perso suo figlio nella strage di Corinaldo: anche il suo Daniele quella maledetta notte dell’8 dicembre 2018 era tra la folla che aspettava una dj set del trapper milanese. Ma dalla discoteca Lanterna azzurra non è più uscito rimanendo schiacciato sotto a un soppalco che ha ceduto sotto il peso dei troppi ragazzi, tanti neppure maggiorenni, che si erano accalcati per il panico scatenato da un tentativo di rapina con lo spray urticante. Assieme al figlio di Donatella sono morti schiacciati: Asia Nasoni, 14 anni; Benedetta Vitali, 15; Mattia Orlandi, 15; Emma Fabini, 14, ed Eleonora Girolimini, una donna di 39 anni che era lì per accompagnare sua figlia, come vi abbiamo raccontato nel servizio qui sopra.

L’intitolazione della piazza Gionata Boschetti in arte Sfera Ebbasta (foto sopra) - il trapper non c’entra nulla, sia chiaro, con la vicenda processuale e con i tragici fatti di quella sera -, per chi ha perso un figlio o un parente riapre una ferita che non si è ancora emarginata. “Gli hanno dedicato una piazza dicendo che è un ragazzo che si è fatto dal niente”, dice mamma Donatella, durissima soprattutto con il sindaco leghista di Cinisello Balsamo, Giacomo Ghilardi: “Spero che non si ritrovi mai a vivere il nostro dolore. Anziché questa iniziativa, poteva rimanere a fare Miss Padania di cui va orgoglioso”. 

E, a proposito delle istituzioni, dice “Nessuno è mai stato vicino a noi famiglie in questi due anni”. Subito dopo la tragedia il trapper come forma di vicinanza ha mandato una lettera ai familiari e si è tatuato sei stelline sulla fronte, una per ogni persona che ha perso la vita aspettando il suo dj set. A Donatella non basta: “È stata una gran presa in giro. Mi fa imbestialire vederle sulla sua testa. Ci scriveva che ci sarebbe stato per noi, ma non si è mai sentito”. 

Il processo sulle responsabilità nella sicurezza della Lanterna Azzurra non è ancora cominciato. “Speriamo che nei primi mesi del 2021 possa iniziare”, dice mamma Donatella. “Così finalmente gli indagati oltre a fare una vita normalissima potranno rispondere a tante domande rimaste senza risposta”.

Si è concluso invece con sei condanne tra i dieci e i dodici anni di carcere il processo per la “banda dello spray” (qui i dettagli), il gruppo di giovanissimi che ha spruzzato, per compiere furti ai danni dei presenti, una sostanza urticante al peperoncino che ha scatenato la calca e il panico mortale. 

“Non si dà valore ai giovani in questa maniera: anziché intitolare una piazza a Sfera Ebbasta lo potevano fare alle vittime di Corinaldo”, dice Donatella (qui sotto nella foto con il figlio). “Di solito le piazze portano i nomi di chi ha reso migliore il nostro Paese, non mi sembra che questo sia il caso. Si rischia di mandare messaggi sbagliati soprattutto a chi ha 16 anni come li aveva mio figlio”. 

 

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