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Ponte di Albiano: “Dopo il crollo è ancora qui e ora c'è la riapertura delle scuole” | VIDEO

In pieno lockdown è crollato il ponte di Albiano tra le province di Massa-Carrara e La Spezia. A distanza di oltre 4 mesi è ancora tutto fermo all’8 aprile. I residenti raccontano a Iene.it questi mesi di disagi che riguarderanno anche gli studenti che dovranno spostarsi dal paese per raggiungere le scuole. Solo pochi giorni fa sono stati sbloccati i lavori di somma urgenza

“Sono passati 4 mesi dal crollo del ponte di Albiano e qui è ancora tutto fermo. In più a breve inizierà la scuola con altri disagi”. I residenti del paese in provincia di Massa Carrara mostrano la situazione attorno al fiume Magra, come potete vedere nel video qui sopra.

Tra Albiano (Massa-Carrara) e Santo Stefano (La Spezia), il tempo sembra si sia fermato all’8 aprile. Alle 10.22 il ponte è venuto giù in una manciata di secondi. Enzo, che abita a 100 metri da quel punto, ci ha raccontato la sua testimonianza: “Ho sentito il botto, come un colpo secco, mi sono girato e ho visto venire giù il ponte pezzo dopo pezzo proprio davanti a me” (qui video e articolo).

Il lockdown è finito, sono passati quattro mesi, ma qui agli occhi di residenti e comitati sembra essere rimasto tutto uguale. Tra le macerie riaffiorano anche i due furgoni in transito al momento del crollo: il conducente di uno di questi è rimasto gravemente ferito mentre l'altro ne è uscito fortunatamente illeso. 

“Il crollo ha diviso un importante collegamento tra Toscana e Liguria, ma anche una comunità. Ad Albiano fanno capo anche altre frazioni che non possono più raggiungere i servizi primari come ambulatori, farmacie e Croce Rossa”, spiega una residente. Oltre al disagio dei pendolari che si ritrovano ad allungare anche di 20/30 chilometri i loro percorsi, ora si preannunciano problemi anche per gli studenti. “Ancora non abbiamo una via d’uscita dal paese dove abitano centinaia di studenti che frequentano le scuole. Quante ore impiegheranno a raggiungerle?”. 

“Se dovesse arrivare una piena, questo ammasso di macerie bloccherebbe l’acqua nel corso del fiume”, dice un residente che si rivolge direttamente al ministro delle Infrastrutture e Trasporti. “De Micheli avrebbe dovuto dichiarare già dal 9 aprile il crollo del ponte come un’emergenza. Si sarebbe dovuto applicare il ‘metodo Genova’, un esempio mondiale non soltanto italiano. Il nostro ponte è la vergogna di tutta l’Italia”. 

Invece i lavori in somma urgenza sono stati sbloccati solo all’inizio di agosto, esattamente a quattro mesi dal crollo. L’avvio dell’iter burocratico che porterà alla rimozione delle macerie e alla costruzione dei primi collegamenti provvisori è di certo una buona notizia. Ma rimane la preoccupazione dei residenti per l’imminente inizio dell’anno scolastico perché per vedere i primi risultati bisognerà attendere ancora qualche settimana. Senza dimenticare i disagi quotidiani anche ai mezzi di soccorso.

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