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Rissa a Jesolo, un nuovo video per aiutare un papà coraggioso

Giampietro Cucco, padre di uno dei ragazzi rimasti feriti sabato 20 giugno in una rissa in strada a Jesolo, ha deciso di denunciare e lo ha raccontato a Giulia Innocenzi martedì scorso nella nostra striscia digital “Aspettando Le Iene – Iene.it”. Ha chiesto il nostro e vostro aiuto per trovare i responsabili. In tantissimi ci state mandando segnalazioni: il video qui sopra, con la scena ripresa da un’altra angolatura, è arrivato da voi

“Chi sa, parli” aveva chiesto martedì scorso Giampietro Cucco, il papà di uno dei ragazzi rimasti feriti nella rissa scoppiata a Jesolo sabato 20 giugno, durante l’intervista di Giulia Innocenzi nella nostra striscia digital “Aspettando Le Iene – Iene.it”.

E in tantissimi vi siete fatti sentire per aiutare questo papà coraggioso mandandoci moltissime segnalazioni per aiutare la sua ricerca della verità. Tra queste c’è il video della rissa ripreso da un’altra angolatura che vedete qui sopra. Cliccando qui trovate il primo video e l’intervista a Cucco. Le informazioni che ci state mandando sono utilissime, continuate a inviarle a redazioneiene@mediaset.it.

“Io ho saputo di cosa stava succedendo quasi in contemporanea perché un’amica mi ha mandato il video e ho visto mio figlio a terra. Quando ho visto quella scena mi è salita la rabbia, pensavo di sbranare qualcuno e invece poi per fortuna mi sono calmato”. Giampietro ci racconta di aver visto così suo figlio a terra, svenuto: “Ora sta meglio. Il viso purtroppo è tumefatto ma non ci sono traumi particolari. In quel video si vede che è svenuto, si è svegliato in ambulanza”.

“Mio figlio mi ha detto che sono stati assaliti da un gruppo di ragazzi, loro erano una decina e cercavano di calmare la situazione”, racconta. “Sembra che sia partito da un gioco o almeno così sembrava: uno di questi ha buttato un po’ d’acqua e l’amico di mio figlio ha risposto tirando altra acqua e a un tratto sono esplosi. Da lì non si è più capito nulla. Inizialmente si pensava che fosse una baby gang perché sembravano molto giovani. La polizia invece dice che non sono così giovani, che hanno tra i 18 e i 20 anni”. E non sarebbe la prima volta che gruppi di ragazzi fanno esplodere queste risse senza un motivo: “Ho sentito dire che ci sono dei gruppi di ragazzi che si muovono in giro per Venezia, Treviso e altre parti che scatenano risse così aggressive e così strane che partono senza motivo”.

Giampietro è un papà coraggioso che non ci sta: invece di lasciar perdere ha deciso di denunciare: “La mia richiesta è che se qualcuno ha visto chi ha colpito mio figlio o ha dei video lo faccia sapere, anche in maniera anonima. “Ho deciso di denunciare perché è triste pensare che non siamo al sicuro”, conclude. “Vivere con la paura di passare in mezzo a una compagnia di ragazzini è pura follia. Io vorrei che si facesse capire a questi ragazzi quello che hanno fatto”.

Chiunque abbia visto, assistito o abbia un filmato o una foto che possa essere utile per aiutare Giampietro nel capire chi erano i ragazzi coinvolti in quella rissa, lo ripetiamo, può scrivere a redazioneiene@mediaset.it. Noi continueremo a seguire e ad aiutare la ricerca della verità di questo padre.

I medici legali di Tor Vergata avrebbero trovato una ferita di 7 centimetri sul cuore del 21enne ucciso a Colleferro e gli organi interni tutti lesionati. A parlarci della brutalità del branco che avrebbe infierito su Willy Monteiro Duarte era già stato un testimone indiretto della rissa: “Gabriele gli ha dato un calcio al torace e un pugno alla tempia, poi una volta a terra lo hanno colpito tutti”

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